Secchezza vaginale – Cause e cure

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Secchezza vaginale. La prof.ssa Nappi ci parla di cause e cure

Buongiorno da Maria Luisa Barbarulo, nello spazio Social di VediamociChiara, oggi ho il piacere di avere con noi, nuovamente, la professoressa Rossella Nappi. Buongiorno Rossella!

Buongiorno, buongiorno a tutte!

E buongiorno a tutte le nostre ascoltatrici e follower.

Ho inviato qui da noi Rossella, per un tema che per noi donne è molto importante, quello della secchezza vaginale. A questo proposito ho qualche domandina in più da farti.

La prima cosa che volevo chiederti è: qual è l’incidenza della secchezza vaginale nelle donne over 50?

L’incidenza della secchezza vaginale nelle donne è molto alta. Si calcola che nella popolazione generale delle donne che raggiungono i 50 anni interessi più o meno il 50% di tutte le donne.

Ma negli ambulatori della menopausa questa incidenza è molto più alta, e interessa il 90% delle donne che si rivolgono per la diagnosi e cura delle problematiche della menopausa.

E’ un dato molto significativo!

Quali sono le cause della secchezza vaginale?

Il motivo per cui è così frequente è che la secchezza vaginale affonda le sue radici in due situazioni. La prima è l’età. E’ chiaro che è un disturbo cronico-progressivo che è legato al fatto che tutto il nostro organismo va incontro ad una serie di modificazioni che sono legate al fenomeno dell’aging (n.d.r. invecchiamento) che fondamentalmente ci portano a perdere acqua e sostanze della matrice extracellulare del nostro organismo, che portano alla disidratazione. Quindi la secchezza vaginale è, a livello vaginale, l’equivalente della formazione delle rughe per quanto riguarda la nostra pelle.

Poi chiaramente la carenza ormonale che si viene a creare al momento della menopausa amplifica ulteriormente il problema, perché gli estrogeni regolano moltissimo la nostra capacità di trattenere acqua nei tessuti, ma soprattutto di sintetizzare sostanze importanti, come per esempio l’acido ialuronico, che contribuiscono al corretto turnover (ndr ricambio) del collagene delle fibre elastiche del canale vaginale e che quindi regolano quel fenomeno vascolare e di secrezione delle ghiandole che contribuiscono al normale lubrificante della mucosa vaginale. Che per di più si assottiglia, diventa più fragile, e quindi è chiaro che le donne sentono questa sensazione di secchezza quasi come avere la sabbia nella vagina e anche un po’ nei genitali esterni.

Certo.
Le donne ne parlano con lo specialista in base alla tua esperienza?

Sempre più donne parlano di questo problema, perché abbiamo sensibilizzato molto il pubblico femminile. Però è giusto ricordare che molto spesso lo mettono in secondo piano rispetto ad altri disturbi che forse sono anche più noti e magari sembrano più invalidanti al momento, come per esempio le vampate di calore, piuttosto che l’aumento del colesterolo o del peso.

E’ giusto anche dire che parlare di secchezza vaginale è per qualcuno un tabù. Perché ha a che fare con la vita intima, il dolore nel rapporto sessuale… la donna quindi talvolta ha bisogno di essere stimolata dal ginecologo per parlare di questo argomento, per paura di essere giudicata. Molte donne vivono ancora la visita come qualcosa in cui bisogna mostrare le cose che si pensano più importanti per la salute e quindi la secchezza vaginale sembra quasi un argomento di secondo piano.

Certo

Inoltre abbiamo molte ricerche che dimostrano che tante donne pensano di avere delle infezioni, pensano di avere dei bruciori legati ad altre motivazioni. Non riconducono sempre la secchezza alla menopausa. Certamente, il dialogo è importante. Bisogna parlarne!

Infatti. A questo proposito volevo chiederti: quale è il primo segnale che deve spingerci ad andare dallo specialista a parlarne? Quali secondo te sono i primi segnali che dobbiamo cogliere?

L’andare in menopausa è una buona occasione per dire: “Bene, vediamo se io sono una candidata o meno ad avere queste problematiche di secchezza vaginale!”. Sappiamo che ci sono donne più a rischio di secchezza vaginale, donne molto magre, donne che non hanno partorito per le vie naturali, donne fumatrici, quelle che hanno usato la pillola contraccettiva molto a basso dosaggio.

Poi sentire sensazioni di secchezza, ma soprattutto dolore nel rapporto, e nell’atto dei preliminari. Dolore anche nel fare le nostre cose quotidiane, una bella passeggiata, fare la bicicletta. E’ chiaro che i tessuti sono più fragili e quando noi li sfreghiamo possono dare bruciore, prurito… E quindi queste sensazioni sono da portare in consultazione. E non bisogna aspettare molto. Perché è chiaro che se il fenomeno va avanti e si cronicizza, poi è anche più difficile curarlo.

E infatti ti volevo proprio chiedere questo. Cosa accade se trascuriamo questo fenomeno? Cosa accade a lungo andare?

A lungo andare accade che il canale vaginale diventa sempre più piccolo, quindi più stretto, meno elastico e quindi l’introito vaginale tende a chiudersi. Abbiamo queste sensazioni forti di arsura, di secchezza, ma possiamo arrivare fino a perdite di sangue e a veri propri tagli che si formano sulla superficie del tessuto, perché è facilmente traumatizzabile, proprio perché ha perso le sue difese naturali.

Questo è quello che accade nelle donne over 65. E’ un disturbo cronico, ha a che fare con la carenza ormonale, con l’età.

Io vedo anche moltissime pazienti sopra i 65 anni che hanno anche una serie di sintomi urinari, per esempio frequenza urinaria, che può essere presente anche nelle donne più giovani, ma anche soprattutto cistiti urinarie ricorrenti. Perché ovviamente questi tessuti sono più vulnerabili all’azione di batteri che normalmente ci abitano, abitano la flora batterica intestinale, passano nella vagina, e la vagina trofica, con la secchezza ha perso il suo microbiota naturale, le sue difese, quei lattobacilli buoni che ci difendono, e quindi facilmente i batteri passano nella vescica. E queste donne hanno grandissime sofferenze…

Quindi prevenire oggi a 50 anni, a 55 anni, per il proprio benessere, per il benessere della vita di coppia, per il benessere personale, nelle attività fisiche e sportive della nostra vita, ci può aiutare poi a prevenire disturbi che con l’andare degli anni possono non avere più a che fare con la nostra sessualità, ma avere a che fare con la funzione urinaria, con la qualità della vita in un’altra maniera.

Certo, assolutamente!

Un consiglio volevo chiederti per tutte le donne che non vogliono o non possono fare delle terapie di carattere ormonale. Esistono dei trattamenti che possono migliore la nostra condizione?

Certo, esistono e tutte le linee guida li considerano anche dei trattamenti di prima linea.

Al di là dei lubrificanti che si possono usare al momento del rapporto sessuale o che uso quando vado a fare una passeggiate, i prodotti che noi consigliamo su vasta scala, sono gli idratanti, delle sostanze che lavorano all’interno della parete del tessuto, non solo in superficie sulla mucosa vaginale. Soprattutto l’acido ialuronico, soprattutto alcune formulazioni, hanno la capacità non soltanto di umettare, umidificare la mucosa in superficie, ma di entrare nella parete, di arrivare laddove c’è quella lamina che regola anche la contrazione e l’elasticità dell’organo vaginale, la cosiddetta lamina propria della vagina, e quindi ridensifica la parete vaginale dall’interno rendendola più elastica e responsiva alla stimolazione genitale.

Quindi fare una terapia cronica, fin dall’inizio, nelle prime fasi della menopausa quando ci sono le prime avvisaglie di secchezza, può essere molto utile in termine presentivo. E quindi capire che non è una terapia al bisogno, ma come ci diamo la crema nelle mani dobbiamo pensare che dobbiamo usare gel, ovuli, ma ci sono anche lavande, che possono aiutare. Ma il gel, grazie anche alle sue proprietà mucoadesive può essere davvero il primo candidato, insieme agli ovuli, per questa terapia, che si può fare per contrastare la secchezza vaginale.

E allora ti faccio una domanda interessata, da paziente. Si tratta di farmaci con ricetta, di prodotti di automedicazione, o si tratta di farmaci  per i quali dobbiamo richiede la ricetta al nostro ginecologo?

In linea teorica una donna può autoprescriversi l’acido ialuronico, che purtroppo è a carico del paziente e non lo passa il Sistema Sanitario Nazionale. Però io ritengo che sia sempre utile dialogare con il ginecologo. Può provare anche da sola, facendosi consigliare dal farmacista, su quali sono le formulazioni più studiate e di miglior qualità. Però il parere del ginecologo io lo ritengo sempre importante, questo non per parlare da ginecologo, ma perché dialogare ci aiuta poi anche ad escludere delle condizioni che possono essere importanti in età menopausale, come per esempio una patologia come il lichen sclero-atrofico, o altre problematiche di tipo urologico, di tipo infettivo, che magari non sono poi curate solo dall’acido ialuronico, ma devono seguire dei percorsi terapeutici differenti.

Benissimo!

allora Rossella, noi di VediamociChiara ed io personalmente, ti ringraziamo, per il tuo tempo e per le tue risposte. E ci vediamo alla prossima occasione.

Ciao a tutte, a presto!

Grazie!

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Tempo di lettura: 2’

Ultimo aggiornamento: 14 maggio 2021

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