giovedì, 20 Giugno 2024

La sposa fantasma

La sposa fantasmaDevo essere già apparsa in quindici selfie e in tutti ho la faccia da serial killer.

Voglio andarmene a casa. Mi fanno male i piedi. In vita mia non ho mai visto un matrimonio in cui si è dovuto camminare così tanto. Se me l’avessero detto prima avrei infilato il monopattino nel portabagagli.

Il bambino non la smette di piangere. Non lo capisce che ha qualcosa che non va? Non è normale per un bambino di nemmeno un anno sgolarsi in questo modo per ore. Perché non lo porta da un medico, o da un esorcista. Sembra che già voglia fagliela pagare per averlo messo al mondo.

“Ti ricordi che incubo il matrimonio di Virginia, con quel bimbo che non la smetteva di piangere?”. Se quella donna si gira un’altra volta da questa parte con quello sguardo da seppia giuro che vado al buffet, riempio il piatto di insalata russa e glielo spiaccico in testa.

Se mi tolgo le scarpe i piedi mi si gonfieranno come due rosette. Mi sento una palla, sto esplodendo nel vestito. È come se tutto quello che ho dentro debba schizzare fuori, da un momento all’altro, col suono del tappo che salta fuori dal collo della bottiglia.

Probabilmente qualcuno dall’altra parte della sala griderebbe “Viva gli sposi!”, e la festa andrebbe avanti come se niente fosse successo. Chissà se qualcuno ha un Buscopan.

Il bicchiere di whiskey incollato alla mano, un lembo di camicia che esce dai pantaloni e la gora di sudore sulla schiena. Un’immagine pietosa. Quell’imbecille di suo marito è già ubriaco e lei rimarrà tutto il tempo seduta a cercare di far smettere il bambino di piangere. Senza rivolgermi la parola. Non ha mai incrociato il mio sguardo.

Se adesso io mi stessi soffocando con un’oliva chissà se mi aiuterebbe.

È da quando siamo piccole che pensa che io sia la causa di tutti i suoi problemi. Beh, non è colpa mia se suo marito è un ubriacone e fa il porco con tutte.

In quella casa non ci metto più piede. Il bambino piange in continuazione, deve esserci una ragione.

Mamma ci avrebbe aiutate. Avremmo tanto bisogno di lei in questo momento. Glielo voglio dire, ma mi mordo la lingua.

C’è confusione dall’altra parte della sala. Dov’è l’imbecille? Allungo il collo. La sposa si fa largo tra i tavoli. Fluttua sulle luci strobo. Il vestito la fa sembrare un fantasma. Le braccia alzate e gli occhi spalancati. Arriva al nostro tavolo. Implora mia sorella di fare qualcosa. L’imbecille sta litigando con lo sposo e si stanno rotolando sul pavimento.

Ci sono solo io adesso. Finalmente mi guarda e io prendo il bambino. Piange ancora, ma nessuno ci fa più caso.

Mi alzo ed esco. L’aria è fresca. Siamo praticamente in mezzo al niente. Per tornare spero abbiano affittato degli elicotteri. Chi se ne frega. Mi tolgo le scarpe calciando l’aria.

La sensazione dei piedi nudi sull’erba umida è paradisiaca. Mentre mi allontano, la confusione diventa un ronzio e solo dopo mi accorgo che il bambino si è finalmente addormentato tra le mie braccia.

Lo guardo. È così bello e sereno. Penso che ce la caveremo, io e lui.

 

Milena Martin

 

Foto da Pexels

Ultimo aggiornamento: 26 aprile 2024

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