Per cosa ci curiamo noi donne?

Per cosa ci curiamo noi donne

Il rapporto dell’AIFA, Agenzia Italiana del farmaco, fotografa quanto e perché prendiamo i farmaci nell’arco della nostra vita. I dati si riferiscono ai consumi del 2018, e ne viene fuori un quadro per certi aspetti ottimista dell’uso che facciamo dei medicinali, ma anche un aumento di utilizzo da parte delle donne e anche di quanto gli uomini siano più bravi di noi nell’aderenza alla terapia

Per cosa ci curiamo noi donne – Il diverso consumo di farmaci tra donne e uomini

Nel 2018 in Italia ogni giorno sono state consumate complessivamente 1.571,5 dosi di medicinali ogni 1000 abitanti, con una riduzione del -8% rispetto all’anno precedente.

I dati dell’AIFA (https://www.aifa.gov.it/) ci dicono anche un’altra cosa: noi donne prendiamo più farmaci degli uomini! La prevalenza d’uso dei farmaci è stata nel 2018 pari al 67%, 62% negli uomini e il 71% nelle donne. In particolare: tra i 15 e i 64 anni le donne mostrano una prevalenza media d’uso superiore a quella degli uomini.

Ma perché questa differenza?

Le differenze di genere sono riscontrabili nella fascia di età tra i 15 e i 64 anni, in cui le donne mostrano una prevalenza d’uso superiore a quello degli uomini, con maggiori livelli di prescrizione nelle donne relative agli antibiotici (utilizzati per il trattamento delle infezioni delle vie urinarie), agli antianemici e ai farmaci del sistema nervoso centrale (soprattutto gli antidepressivi).

L’uso di antimicrobici è concentrato maggiormente nei primi quattro anni di vita e dopo i 75 anni. Si conferma una maggiore prevalenza d’uso nelle donne di farmaci antineoplastici e immunomodulatori (tra i 35 e i 74 anni), per il Sistema Nervoso Centrale (a partire dai 35 anni) e per l’apparato muscolo-scheletrico.

Per cosa ci curiamo noi donne – Ci curiamo per cose diverse

Le differenze d’uso dei farmaci tra donne e uomini rispecchia le patologie per le quali i farmaci vengono utilizzati.

Le classi farmacologiche con maggiori differenze sono:

  • Vitamine A e vitamina D, in cui l’utilizzo principale avviene nelle donne, per le quali vengono prescritte per la prevenzione dell’osteoporosi (prevalenza d’uso nelle donne 40,9% vs 12% negli uomini)
  • Farmaci per la tiroide, che registrano una prevalenza d’uso nelle donne tripla rispetto a quella degli uomini
  • Farmaci antidepressivi, che hanno fatto registrare una prevalenza d’uso quasi doppia nelle donne rispetto agli uomini.

 

L’importanza dell’aderenza alla terapia

La categoria con la più alta percentuale di soggetti aderenti è rappresentata dai farmaci antiosteoporotici (29,8%), seguita dalla terapia con farmaci antiipertensivi (23,8%).

Questo ci dice il rapporto, che ha raccolto il flusso di dati della Tessera Sanitaria, in particolare per alcuni indicatori di aderenza e persistenza terapeutica per alcune categorie di farmaci per uso cronico: come i farmaci antidepressivi, statine, medicinali antiosteoporotici, farmaci antipertensivi, medicinali per l’ipertrofia prostatica benigna e farmaci inibenti la formazione dell’acido urico.

Un aspetto questo dell’aderenza alla terapia di cui abbiamo già parlato e che ci sta a cuore, visto anche che diversi studi hanno concluso che la promozione dell’aderenza influisce positivamente sugli esiti clinici e può determinare anche risparmi sui costi sanitari.

(Fonte notizia: AIFA)

Cristina Perrotti

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Per cosa ci curiamo noi donne – Il rapporto dell’AIFA, Agenzia Italiana del farmaco, fotografa quanto e perché prendiamo i farmaci nell’arco della nostra vita. I dati si riferiscono ai consumi del 2018, e ne viene fuori un quadro per certi aspetti ottimista dell’uso che facciamo dei medicinali, ma anche un aumento di utilizzo da parte delle donne e di quanto invece gli uomini siano più bravi di noi nell’aderenza alla terapia

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Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2019

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2 COMMENTI

    • Grazie Vanessa per aver lasciato il tuo commento.
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      Buona giornata!

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