Vampate e patologie cardiometaboliche: quale relazione? Lo abbiamo chiesto alla prof.ssa Rossella Nappi

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Vampate e patologie cardiometaboliche: quale relazione? Lo abbiamo chiesto alla prof.ssa Rossella Nappi

Soffrire di vampate e pensare si tratti di una cosa da sopportare, non è la strategia giusta per attraversare la menopausa, un passaggio fisiologico della donna, ma anche un momento importante per la prevenzione. La prof.ssa Rossella Nappi ci aiuta a capire la relazione tra vampate e salute della donna e le azioni preventive che andrebbero fatte, evitando il Fai da te, ma sempre sotto consiglio del medico

Buongiorno da Maria Luisa Barbarulo, nello spazio Social di VediamociChiara. Oggi ho il piacere di avere con noi la dottoressa Rossella Nappi.

Buongiorno Rossella!

E buongiorno a tutte le nostre ascoltatrici e a tutti nostri ascoltatori e follower.

Buongiorno a tutti!

Rossella, innanzitutto grazie per essere qui con noi. La prima cosa che ti volevo chiedere, mi vorrei focalizzare sulla tematica della menopausa che per noi è una tematica centrale.

Una delle domande che volevo farti è questa: quando siamo in menopausa siamo più a rischio di problematiche cardiometaboliche? E se sì, per quale motivo?

Purtroppo sì, è gusto sapere che la donna è protetta davvero da problematiche cardio metaboliche, fino a che è fertile, quindi ha i suoi estrogeni prodotti dalle ovaie. Questo serve naturalmente a potenziare la macchina biologica femminile, in un’ottica della riproduzione, quindi della gravidanza, per adattare le funzioni cardiovascolari e metaboliche alle eventuali richieste della maternità. Nel momento in cui questo compito ci viene meno è chiaro che l’organismo perde questa protezione, una protezione che si esplica a vari livelli, innanzitutto agli aspetti più semplici del metabolismo, abbiamo il colesterolo totale e cattivo, il cosiddetto LDL, che tendono a salire. Salgono anche i trigliceridi. Si modifica la sensibilità all’insulina. Cosa vuol dire? Non si diventa diabetiche, ma l’organismo fa più fatica ad utilizzare questo ormone per il metabolismo degli zuccheri. Rallenta poi un po’ il metabolismo in senso generale, e quindi la donna accumula del peso. Peso corporeo che va ad accumularsi soprattutto a livello della cintura, il cosiddetto “grasso a mela”, e noi ci rendiamo conto che questo grasso è proprio quello che purtroppo è resistente all’insulina, è quello che ci da’ la cosiddetta “sindrome metabolica”.

Poi non dobbiamo dimenticare che gli estrogeni hanno una importante azione vasoattiva, quindi sono capaci di adattare i vasi dell’organismo ai cambiamenti, alle richieste che sono necessarie, e quindi noi abbiamo la tendenza a sviluppare l’ipertensione arteriosa.

E’ ovvio che questo non avviene subito subito, a 50 anni, ma queste prime modificazioni poi si traducono nell’arco degli anni in un aumento vero di rischio cardiovascolare e metabolico. Intorno ai 60, 65 anni, le donne pareggiano, addirittura superano il rischio cardiovascolare dei maschi.

Questa protezione rimane ancora un po’…

Certo!

Certo, la donna ha la pressione che sale, il colesterolo che sale, però non ha subito i problemi cardiovascolari importanti. Per quello le donne li sottovalutano nel momento della menopausa. Ma è un seme negativo che tu metti per il futuro. Quindi dobbiamo decodificarlo al momento della menopausa. E’ li che la donna deve rivolgersi ad uno specialista per capire se stanno cambiando i suoi fattori di rischio cardiometabolico, e prepararsi a contrastare questo cambiamento.

A questo proposito volevo chiederti, le vampate possono essere considerate una sorta di segnale rivelatore di questo tipo di disturbo? A che punto sono gli studi a questo riguardo?

Ti ringrazio perché questa è una domanda fondamentale. Io vorrei che tutti i nostri ascoltatori, follower, capissero che la vampata di calore non è un semplice “Ah, ho caldo!”. La vampata di calore è un fenomeno che avviene a livello del sistema nervoso centrale, nel centro della termoregolazione, che è capace di sentire la carenza estrogenica – chiaramente ogni donna ha la sua sensibilità – ma quello che dobbiamo capire è che su 10 donne che vanno in menopausa, 2 non hanno praticamente vampate di calore, 2 hanno delle vampate di calore piuttosto severe, moderate/severe, di giorno e di notte, e le altre 6 hanno delle vampate lievi. Che cosa hanno dimostrato gli studi?

Che le donne che hanno vampate di calore, moderate e severe in particolare, ma anche quelle lievi, sono quelle che hanno un rischio maggiore sul versante vascolare futuro. Perché questo centro della termoregolazione coinvolge non soltanto una sensibilità agli estrogeni, ma un equilibrio molto complesso di una serie di neurotrasmettitori e uno importante è la noradrenalina, cioè il cosiddetto “sistema della risposta di stress”.

Quindi quando noi abbiamo una vampata di calore, si attiva questo sistema che ci porta ad avere delle modificazioni, che sono legate alla pressione arteriosa, alla frequenza cardiaca e così via. Ma non solo. Gli studi ci hanno detto che la vampata di calore è una specie di sensore della capacità di dell’organismo di quella donna specifica a rispondere in un certo modo alla carenza estrogenica. Quindi se io ho tante vampate di calore vuol dire che il mio organismo, a tutti i livelli, non solo a quello cardiovascolare, ma anche a quello osseo, quindi per esempio le donne con vampate di calore nel tempo sviluppano più osteoporosi, perché? Perché la vampata significa “Attenzione, le cellule di questo organismo di questa donna sono più sensibili alla carenza!”. Quindi possono sviluppare le conseguenze negative del fatto di aver perso gli estrogeni. E lo fanno a tutti i livelli, quindi osso, cuore, cervello… Quindi non dobbiamo sottovalutarle, dobbiamo spegnerle le vampate di calore. Se le spegniamo questi meccanismi non sono più così sotto stress e se noi utilizziamo ormoni, siano essi naturali, siano essi farmacologici, noi andiamo a ripristinare quell’equilibrio che poi ci porterà a non avere i risvolti cardiovascolari, a non avere i risvolti dell’osteoporosi, a non avere i risvolti cognitivi nel tempo e così via.

Quindi non è soltanto caldo, questo mi stai dicendo. Non abbiamo soltanto caldo, ma è un sintomo di qualcosa di importante.

Esatto!

E’ giusto sapere che ci sono donne che se la risolvono nel giro di 6 mesi un anno, nel periodo della menopausa, che le vampate sono lievi e che non dobbiamo drammatizzare. Però dall’altra parte se per esempio queste vampate ci svegliano la notte, ricordiamoci che dormire bene, il sonno è fondamentale per l’equilibrio cardio-metabolico, e anche per altri aspetti, il tono dell’umore, la qualità del vivere, e dunque è l’energia psicofisica che noi possiamo dedicare per esempio durante la giornata anche all’attività fisica, che fa così bene in menopausa.

Quindi voi dovete sempre vedere l’effetto che noi chiamiamo “domino” della menopausa.

Se io ho le vampate, non sto bene. Anche se sono capace di sopportarle, non è una buona idea. Nel tempo noi abbiamo davvero delle problematiche di rilievo e non riusciamo a svolgere le nostre attività nel modo più corretto.

Benissimo!

Volevo chiederti, hai parlato di ormoni, che soluzioni ci sono oltre la Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS)? Molte di noi hanno il timore di prendere ormoni. E quindi mi chiedevo se esistono delle soluzioni alternative…

Questo è certamente vero. Ricordatevi che le donne che devono prendere ormoni sono quelle donne, quel 15/20%, che soffrono di sintomi veramente severi, però per tutte la altre la nostra visione oggi è quella di partire, ove possibile, se ci sono tutte le condizioni, perché ricordiamoci che le terapie di integrazione non devono essere prese a caso, ma sarebbe bene consultare il ginecologo, lo specialista in menopausa.

Noi abbiamo tante frecce al nostro arco perché esistono sostanze naturali, perché vengono sia dalla classe dei cosiddetti “fitoestrogeni”, sostanze derivate dalla soia a dal trifoglio rosso, che possono darci un’azione sui recettori degli estrogeni in una maniera più delicata, rispetto a quello che fanno gli ormoni tradizionali e che sono state dimostrate avere un ruolo nella modulazione della vampata di calore. Quindi sono capaci di ridurre questo sintomo, oltre che ci sono evidenze con risvolti positivi sul versante cardio-vascolare, metabolico, quindi quell’equilibrio del colesterolo cattivo verso quello buono, per esempio la vasodilatazione. Quindi diciamo che queste sostanze possono giocare un ruolo nello “spegnere” le vampate di calore.

Vanno un po’ testate, perché non tutte le donne rispondo allo stesso modo. E’ giusto sapere che ci sono delle sostanze non tutte estrogeniche che hanno delle azioni simili agli estrogeni con altri meccanismi, cioè equilibrano i neurotrasmettitori. Questo lo dico perché a volte ci sono donne con controindicazioni agli ormoni, che mi chiedono “Posso usare i fitoestrogeni?”. Beh, dipende. Se siamo state recentemente per esempio operate di tumore al seno, qualche cautela in più bisogna averla.

Dobbiamo vedere questi fitoestrogeni come una grande famiglia di sostanze naturali, di grande aiuto nella pratica della menopausa per i sintomi lievi e moderati, che però come vi dicevo non fate troppo “fai da te”. Lasciatevi guidare anche in questo caso dal medico.

Benissimo!

Questo è un punto molto importante su cui anche noi di VediamociChiara insistiamo sempre: evitiamo il FAI DA TE!, andiamo sempre dal medico, che sarà la persona che saprà consigliarci la terapia più adatta a quelli che sono i nostri disturbi.

In particolare per te c’è qualche fitoestrogeno o qualche prodotto che può essere particolarmente utile per la donna in menopausa?

E’ una giusta precisazione, perché la famiglia dei fitoestrogeni è molto grande, molto bella e noi la consociamo bene. Però alcune donne non metabolizzano bene queste sostanze. I fitoestrogeni più utilizzati che sono la daidzeina e genisteina, hanno bisogno di una entità, che noi stiamo imparando a conoscere in medicina, che si chiama microbiota, che praticamente cosa fa? smonta queste sostanze e le trasforma in un metabolita attivo, che noi conosciamo ed è molto importante, che si chiama equolo, che poi è il responsabile principe dell’attività della daidzeina, uno degli fitoestrogeni per eccellenza nell’organismo femminile.

Quando noi non abbiamo un microbiota favorevole alla metabolizzazione di queste sostanze base, fitoestrogeniche, purtroppo i fitoestogeni non funzionano. Allora è chiaro che una soluzione può essere quella di usare direttamente l’equolo, per aiutare. Siccome non lo possiamo sapere prima… E’ chiaro che il microbiota lo stiamo studiando, e sempre di più vedrete negli anni si farà una medicina anche guidata delle caratteristiche del nostro microbiota. Come noi abbiamo gli occhi azzurri, verdi, marroni, noi oggi sappiamo che a seconda anche di ci alimentiamo, di come facciamo esercizio fisico, cioè di una serie di aspetti che poi sono anche genetici, esistono delle persone che hanno un microbiota più attivo nel metabolizzare alcune sostanze che sono utili per il nostro organismo e per farci stare bene. Una di queste sono proprio i fitoestrogeni che possiamo assumere anche con la dieta, ovviamente.
Però è chiaro che se io non ho questi batteri “buoni” che nel nostro organismo abitano il nostro intestino e ci aiutano ad attivare queste sostanze favorevoli, noi siamo nei guai.
E allora è per questo che può essere utile supplementare con un fitoestrogeno che io chiamo “evoluto”, che si chiama equolo, perché noi così bypassiamo questo problema. Non possiamo sapere, quando lo prescriviamo ad una donna, se quella ha un microbiota favorevole alla metabolizzazione, noi possiamo direttamente dare l’equolo. Ed effettivamente è stato visto che l’equolo, a dosi adeguate, con studi controllati, può avere un’efficacia sulle vampate di calore, può dare dei benefici sul versante cardiometabolico. Per esempio è stata misurata la resistenza delle arterie, che dopo 12 mesi di terapia con equolo può tornare a ringiovanire. Quindi ad essere meno rigida.

Voi lo sapete che con l’età c’è arteriosclerosi, i vasi invecchiano, diventano meno capaci di dilatarsi, quindi noi abbiamo dei risvolti importanti sulla pressione arteriosa, sulla formazione delle placche arteriosclerotiche e così via.

E’ chiaro che questa supplementazioni con equolo sono più efficaci in quelle donne che non lo producono. Può essere anche che le donne che lo producono non vedano così tanto i benefici. Però è davvero importante spesso provare ad assumere questi composti, vedere come ci si sente, e parlarne poi con il medico. Nel caso in cui non ci fosse una efficacia sufficiente, magari provare anche altre strategie. Però sempre in un’ottica di capire che anche questi prodotti hanno un loro vero e proprio profilo farmacologico che noi dobbiamo conoscere quando facciamo una prescrizione alle nostre pazienti.

Benissimo!

Rossella ti ringrazio a nome di VediamociChiara e di tutte quante le nostre ascoltatrici e dei nostri ascoltatori. Spero di rivederti presto su questi schermi, magari per una nuova intervista. Grazie ancora e a presto!

Grazie a voi che mi date sempre l’opportunità di parlare della salute della donna e del benessere, che è quello per cui io lavoro. Buona giornata a tutti!

Redazione VediamociChiara

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Take Home Message – “Vampate e patologie cardiometaboliche”
Soffrire di vampate e pensare si tratti di una cosa da sopportare, non è la strategia giusta per attraversare la menopausa, un passaggio fisiologico della donna, ma anche un momento importante per la prevenzione. La prof.ssa Rossella Nappi ci aiuta a capire la relazione tra vampate e salute della donna e le azioni preventive che andrebbero fatte, evitando il Fai da te, ma sempre sotto consiglio del medico.
Tempo di lettura “Vampate e patologie cardiometaboliche: 3′
Ultimo aggiornamento “Vampate e patologie cardiometaboliche: 19 marzo 2021
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5 Commenti

  1. ecco un articolo utilissimo pe far crescere una maggiore consapevolezza nelle donne
    ne vedo ancora troppe che a 50 anni fumano sigarette come fossero ventenni !!!!

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