giovedì, 13 Giugno 2024

Ai tuoi piedi un mondo d’amore

Ai tuoi piedi un mondo d’amore

Giurarsi amore eterno è una bugia. Sarebbe come dire che non ci siamo mai amati.

Ed è inutile anche dare troppo peso alla vanità dei nostri discorsi.

La vita è così sorprendente, non c’è modo di afferrarla. Andrebbe sempre vissuta con gli occhi dei bambini. In tutta verità la maturità è la nostra condanna.

Ascoltavamo Lucio Battisti per sfuggire alla stupidità del presente, per non sentire la banalità delle nostre parole leggevamo poesie d’amore sfogliando vecchi libri dalle pagine ingiallite.

Alla fine ci scivolammo addosso per scoprire noi stessi e percepire ad occhi chiusi il sussurrare del nostro piacere.

Una bottiglia. Bicchieri vuoti, i resti di cibo sui piatti abbandonati. La musica terminò e non ci fu che il silenzio di una città deserta, appiccicosa e lontana.

Non guardare i miei piedi, la loro oscena forma oblunga, la volgare esuberanza dell’alluce.

Ti prego, facciamo l’amore indossando i calzini.

Io già lo aspettavo e lui esibì i suoi a strisce colorate appoggiando un piede sul materasso. Agitò le anche e mi sfidò a concentrami sui calzini.

Mi piace quando fa lo stupido e subito dopo diventa serio e mi dice che mi ama. E io rimango con quel sorriso idiota che si spegne lentamente fino a cadere dentro i suoi occhi lucidi. Ho quasi paura. Si vede che tremo. Se mi tocca sono persa.

Deve essere adesso, perché l’incanto dopo svanisce, le cose cambiano e le promesse se le porta via il vento. Deve essere adesso perché dopo non ci sarà più tempo, perché io sarò un’altra donna.

Dalla finestra entrarono tutte le stelle del firmamento, le vidi anche ad occhi chiusi. E vidi, oltre la strada che si perdeva là in fondo, i miei passi illuminati dal giorno e dalla notte. Vidi la fine di tutto e anche l’inizio.

Il mondo, che era fuori dalle persiane spalancate, entrò tutto qui dentro. Lo strinsi forte nelle mie mani insieme alle lenzuola. Insieme al caldo che si mischiò al sudore, al dolore e al nostro odore.

In un attimo mi mancò il respiro e non seppi più dove mi trovavo. I baci, il vino, i miei piedi alieni, e i suoi occhi bagnati che sapevano di menzogne e d’amore. Ma oramai non aveva più importanza..

Ti osservo avvolto nel fumo della sigaretta e nei miei ricordi in bianco e nero, le gambe accavallate, con indosso solo un paio di calzini a strisce colorate.

In quella macchia di colore c’è la poesia e le parole d’amore ingiallite. Ci sono la voce di Battisti e le notti di stelle oltre le finestre spalancate. Ci sono io e il mondo di fuori.

 

Milena Martin per Redazione VediamociChiara
© riproduzione riservata

 

Foto da Pexels

Ultimo aggiornamento: 14 aprile 2024

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