L’altra faccia della guerre

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L'altra faccia della guerrePossono le guerre essere considerate salvavita per l’umanità? Da un certo punto di vista sì, viste le scoperte mediche avvenute nella Prima e nella Seconda Guerra Mondiale. Ecco le più importanti

Nella nostra mente non mancano le immagini (spesso e per fortuna, solo cinematografiche) di guerre: distruzione, dolore, desolazione e morte. Eppure è anche grazie alle guerre se oggi abbiamo raggiunto un alto livello nel campo della salute e della prevenzione. Proprio i due conflitti bellici, infatti, sono stati un grande laboratorio: nel corso del ‘900 non mancavano pazienti e men che mai la voglia di trovare soluzioni ai più svariati problemi generati dalla grave situazione.

L’altra faccia della guerre – La storia di Marie Curie – Prima guerra mondiale (1914 – 1918)

Marie Skłodowska Curie, indubbiamente nella top ten delle donne che hanno cambiato il volto della scienza moderna, è stata una chimica e fisica polacca naturalizzata francese. Nel 1897 iniziò a compiere degli studi sulle sostanze radioattive ed ancora oggi le viene riconosciuto un ruolo di primaria importanza in questo settore.

Vanta ben due Premi Nobel: nel 1903 per la fisica (assieme al marito Pierre Curie e ad Antoine Henri Becquerel) per i loro studi sulle radiazioni e, nel 1911, il Nobel per la chimica per la sua scoperta del radio e del polonio. Marie Curie fu anche la prima donna ad insegnare alla Sorbona, l’Università francese (nel 1906, dieci anni dopo la sua laurea).

Durante la prima guerra mondiale, fondò un corpo di ambulanze radiologiche, “Small Curie”. In qualità di radiologa per il trattamento dei soldati feriti, grazie a queste ambulanze che si recavano sul posto dotate di un’apparecchiatura radiografica, rese possibili le indagini radiologiche effettuate in prossimità del fronte. In questo modo venivano facilitate di molto tutte le operazioni chirurgiche.

Ai coniugi Curie è stato dedicato un asteroide, il 7000 Curie, e un minerale di uranio: la curite.

L’altra faccia della guerre – Alexander Fleming e le proprietà antibatteriche della penicillina (Seconda guerra mondiale – 1929)

La penicillina (per i cui studi Fleming riceverà il premio Nobel per la medicina nel 1945) sarà usata in modo massiccio durante la Seconda Guerra Mondiale. La sua scoperta, aiutata dal caso, è leggendaria. Fleming si imbatté in una capsula di Petri particolare. Era macchiata di muffa come tante altre nel suo laboratorio. Ma attorno a essa le colonie batteriche si erano dissolte. Questa muffa aveva lo straordinario potere di produrre antibiotici (antibiosi della penicillina).

Ma è con la guerra che arriva la gloria: nel 1938 infatti Fleming venne nominato per tutta la durata della Seconda Guerra Mondiale patologo di settore. Il suo primo esperimento terapeutico avvenne nell’agosto 1942 in circostanze drammatiche, su un paziente suo amico affetto da meningite, che guarì in maniera miracolosa.

Nel  1942 si riunirono per un’importante conferenza insieme a Fleming i rappresentanti delle industrie chimiche e farmaceutiche che potevano essere interessati alla produzione della penicillina (Baker, Glaxo, Wellcome, etc.); si decise che tutte le informazioni sulla sostanza e sulla sua produzione dovessero essere messe in comune, con l’unico fine di produrre penicillina in fretta e abbondantemente.

Oggi un cratere sulla Luna e un asteroide portano il suo nome.

Redazione VediamociChiara
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Take Home Message – L’altra faccia della guerre
L’altra faccia della guerre – Le guerre non ci hanno portato solo distruzione e morte, ma anche una grande “occasione” per sperimentare nuove medicine e nuove procedure mediche. Parliamo del ruolo importante che hanno avuto per la nostra salute passata, presente e futura le scoperte di Marie Curie e di Alexander Fleming.

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Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2020

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