Artrite reumatoide – Le donne le più colpite

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Artrite reumatoide Una malattia di cui si conosce ancora poco e come se non bastasse se ne parla pochissimo. Scopriamola meglio

C’è da imparare a convivere con tutto questo perché la malattia è (…) non solo dolore fisico, deformazioni, pillole colorate e terapie innovative. La malattia è anche tutto quel dolore in più, che l’ignoranza – nostra e di chi ci sta intorno – contribuisce a determinare.

(Contributo di una paziente affetta da artrite reumatoide | Fonte: ANMARAssociazione Nazionale Malati Reumatici ONLUS)

Parliamone, visto che l’artrite reumatoide si conosce ancora troppo poco

E come se non bastasse se ne parla pochissimo, nonostante i numeri siano impressionanti: 350mila in Italia, 2 milioni nel mondo. L’artrite reumatoide si manifesta di solito tra i 40 e i 60 anni di età e tra le più colpite proprio le donne (il 75% del totale).

Alla fine del 2013 un evento ha aiutato a diminuire questa carenza di informazione. In aiuto è giunta una trasmissione televisiva, Che tempo che fa, che ha ospitato Anna Marchesini, che per anni ha sofferto di artrite reumatoide. Era li per parlare del suo ultimo libro. Qualche cosa sta cambiando nel modo di rappresentare la malattia visto che la comica del famoso Trio si è presentata al pubblico senza guanti, come invece era successo nel 2011, sempre in occasione di un’altra intervista nella trasmissione di Fazio.

Ma che cosa è l’artrite reumatoide?

Ad oggi ancora non sappiamo tutto di questa malattia, che nel frattempo non si arresta e va avanti. La denominazione “artrite reumatoide” compare per la prima volta nel 1859, ma la malattia era sicuramente presente da molto tempo (sono state scoperte le sue tracce negli scheletri di 5000 anni fa).
L’artrite reumatoide (Ar o Ra all’inglese) è una malattia infiammatoria cronica di origine autoimmune, che scatena le difese del nostro organismo contro l’organismo stesso, in una reazione anomala del nostro sistema immunitario, “attaccando” proprio le articolazioni del corpo. La causa della malattia non è ancora nota, sappiamo che si tratta di un’infiammazione della membrana sinoviale, il rivestimento che lubrifica e nutre l’interno delle articolazioni ossee.

La sintomatologia si manifesta in modo improvviso e va progressivamente aggravandosi

Fino al manifestarsi di vere e proprie deformità ossee. Le articolazioni colpite sono inizialmente quelle delle estremità, le piccole articolazioni delle mani, dei piedi, dei polsi, delle ginocchia, delle caviglie che si infiammano provocando rigidità, dolori, tumefazioni e, a lungo andare, calcificazioni che compromettono irrimediabilmente la funzionalità degli arti.

In molti casi la malattia è grave non perché metta in pericolo la vita, ma perché porta ad una difficoltà nei movimenti

Anche i più piccoli. E ad una deformazione visibile delle mani, tale da far diventare impossibile le piccole azioni quotidiane. Lavarsi, vestirsi, prepararsi la colazione. Gesti di tutti i giorni che generalmente compiamo senza neanche accorgercene. Ma che in presenza della malattia richiedono fino a 3 ore in più.

Sintomi e caratteristiche della malattia

La particolarità dell’artrite reumatoide sono tre:

  • Colpisce in modo “democratico” tutte le aree articolari
  • Attacca in modo “simmetrico” (se è coinvolto il polso destro, allora lo sarà anche il sinistro)
  • Colpisce in “migrante” (mentre si attenua l’infiammazione di una parte, si “accende” quella opposta)

 

I sintomi più comuni sono:

  • Infiammazione alle articolazioni;
  • Dolore simmetrico a polsi e mani;
  • Rigidità al risveglio per più di 30 minuti.


Diagnosi precoce e terapia

La diagnosi precoce è sicuramente la prima arma per combattere il decorso della malattia e per condurre una vita più vicina al normale. Il medico specialista, il reumatologo in questo caso, esaminerà le articolazioni infiammate, l’eventuale deformità. E per accertare la presenza della malattia prescriverà esami del sangue e radiografie.

Novità dalla ricerca scientifica

Essendo ancora oggi l’artrite reumatoide una malattia non guaribile, l’obiettivo del medico specialista è di ottenere una remissione dei sintomi attraverso una terapia farmacologica appropriata a base di antinfiammatori, analgesici, cortisonici e ultimamente anche farmaci biologici, mirata a contrastare il dolore e ad impedire la progressione delle lesioni delle articolazioni.

Sono sorti anche legami tra la carenza di vitamina D e l’aumento del rischio di insorgenza di alcune malattie autoimmuni, in particolare proprio dell’artrite reumatoide. Per ridurre il rischio o la severità della patologia si stanno cominciando a valutare interventi con supplementi di vitamina D, da affiancare alla terapia farmacologica.

Ti rimandiamo alla nostra pagina dedicata ai consigli medici per le patologie autoimmuni.

 

Cristina Perrotti

 

> Per un approfondimento istituzionale visita il sito del Ministero della Salute
> Per ulteriori informazioni visita il sito SIR – Società Italiana di Reumatologia o il sito ANMAR della Associazione Nazionale Malattie Reumatiche
– > World Arthritis Day
. Il sito internet della Giornata mondiale dedicata all’artrite che si celebra ogni anno il 12 ottobre

Take Home Message
Dell’artrite reumatoide, malattia infiammatoria cronica di origine autoimmune, si conosce poco. E questo nonostante i numeri siano altissimi: 350mila in Italia, 2 milioni nel mondo. Le più colpite le donne (il 75% del totale). Si caratterizza per deformità ossee (mani, piedi, caviglie, etc.), provocando rigidità, dolori e calcificazioni che compromettono irrimediabilmente la funzionalità degli arti.
Si tratta di una malattia non guaribile, l’obiettivo primario è quello di arginare i sintomi attraverso una terapia farmacologica appropriata. Le ultime ricerche stanno valutando interventi con supplementi di vitamina D.

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Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2020

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