Come gestire la rosacea

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Come gestire la rosaceaAbbiamo intervistato il dermatologo Matteo Auriemma, esperto di rosacea, al quale abbiamo chiesto di più su questa patologia: Quali sono gli errori più comuni che commette chi ne soffre? Cosa fare per gestirla? Ecco le sue risposte

Buongiorno da Maria Luisa Barbarulo, nello spazio Social di VediamociChiara. Oggi ho il piacere di avere con noi il dottor Matteo Auriemma.

Buongiorno Matteo!

Buongiorno Maria Luisa.

Buongiorno a tutti i nostri ascoltatori e spettatori e utenti di VediamociChiara.

Ho invitato il dottor Auriemma qui con noi, perché è un esperto di rosacea, che è un tema che mi sembra molto interessante da trattare, soprattutto in questo periodo. E quindi Matteo volevo approfittare che tu sei con noi per farti una domanda che mi sembra vitale: perché la rosacea va trattata in modo tempestivo e perché è necessario seguire un trattamento personalizzato quando ci si trova di fronte alla rosacea?

I motivi sono tanti per procedere ad un trattamento precoce della rosacea. Primo fra tutti è il prendersi cura di se stessi, non vivere il disagio che c’è dietro, non sbagliare i trattamenti, non essere preda di paure inutili, non attribuirsi delle etichette diverse rispetto a quelle della rosacea, che seppur patologia o condizione molto fastidiosa, spesso non ha correlazioni importanti e non deve spaventare il paziente. Quindi rivolgersi precocemente ad un collega dermatologo che possa fare una corretta diagnosi, inquadrare il paziente e suggerire le strategie di trattamento più adatte è sicuramente un punto a vantaggio e migliora a tutto tondo la qualità di vita dei pazienti.

Uno, per la presa in carico, due, per l’inquadramento del problema e poi la corretta profilassi e la corretta terapia. Quindi direi che è assolutamente utile prenderla nelle prime fasi.

Lo è di meno se pensiamo ad una eventuale volutilità. Le varie forme di rosacea hanno un substrato genetico che è fondamentalmente differente l’uno dall’altro, possono intersecarsi, possono essere concomitanti o successive o subentranti. Questo anche non in maniera direttamente correlata con il trattamento. Certo, trattarla eviterà ulteriori infiammazioni e l’eventuale innesco delle forme più impegnative o di un peggioramento della condizione stessa.

Chiaro!

Come deve essere gestita la rosacea nella quotidianità e perché è così importante fare anche visite di controllo e quindi tenerla monitorata.

Gestirla è, in due parole, facilissimo e difficilissimo.

Perché spesso alla rosacea si aggiungono molte altre forme di ipersensibilità della cute, che sono caratteristiche delle persone che soffrono di rosacea. Spesso vengono lamentati prurito, bruciore, secchezza, fastidi di ogni tipo, sensazione puntoria, ed il tentativo di migliorare questa sintomatologia spesso porta i pazienti ad utilizzare mille prodotti diversi che possono peggiorare l’irritabilità cutanea. Rivolgersi periodicamente ad uno specialista può determinare una riduzione del carico di irritanti sul viso, la migliore definizione della condizione e un trattamento più semplice è più efficace… e questo è a tutto vantaggio dell’utenza.

Ci saranno sicuramente dei periodi di libertà dai controlli. Oggi contrariamente a quello che accadeva anni fa, non puntiamo solamente a migliorare la condizione, ma a liberare dalla rosacea le persone almeno per un periodo di tempo, quindi senza presunzione di cura definitiva, ma con intervalli liberi da patologia i più lunghi possibile. E in questi intervalli sarà poi fondamentale semplicemente continuare con metodiche di igiene quotidiana, abitudinaria, routine di cura della cute. Tra cui l’idratazione, detergenti non aggressivi, comportamenti adatti, l’evitare le sostanza irritanti, spezie, vasodilatatori, come l’alcol… Tutto questo contribuirà a mantenere il benessere dei singoli pazienti.

Nella tua esperienza di dermatologo, con questa patologia in modo particolare, sei riuscito ad identificare quelli che possono essere gli errori più frequenti dei pazienti che soffrono di rosacea?

Uno degli errori più frequenti è l’utilizzo simultaneo di tanti prodotti, ognuno indirizzato a migliorare un aspetto della cute. Spesso controproducenti. Perché la rosacea può essere scambiata per altre condizioni, può essere scambiata per acne, per una dermatite da contatto, e tutti quegli agenti utili per il trattamento di queste condizioni con cui possono essere scambiate, possono portare ad un peggioramento della rosacea, e questo richiede all’atto del trattamento, una prima fase di “svezzamento” dai prodotti utilizzati e poi l’introduzione della terapia più adeguata. Questo allunga i tempi necessari per ottenere un risultato soddisfacente. E quindi è molto frequente incontrare pazienti con questi visi che sono stati “mal-trattati”. E questo è l’errore più frequente.

Un altro errore frequente è quello di preferire l’esposizione solare, per camuffare l’eritema, il rossore che possono essere presenti sul viso. Ovviamente con la pelle abbronzata è ancora più difficile vedere l’eritema. L’eritema non si mostra più come rosso, roseo, ma sarà una nuance differente di marrone, una tendenza al blando violaceo che sull’abbronzatura si vede poco… Però l’esposizione ai raggi UV, può determinare un peggioramento di alcuni aspetti della rosacea. Questo è un altro errore molto frequente.
E poi ce ne sono tanti tanti altri: come l’utilizzo di detergenti irritanti, scrub o altri presidi che assolutamente non sono indicati con questa patologia.

Quindi mi viene da dire subito dopo: quanto è importante la visita dermatologica e l’essere seguiti da un dermatologo, no?

Sì. Sembra quasi una sponsorizzazione del nostro lavoro. In realtà è un consiglio per non cadere preda di paure e di trattamenti che poi peggiorano la condizione di base. Tutto sommato rivolgersi ad uno specialista, ma credo che valga per tutte le cose, non solo per la dermatologia e la rosacea, spesso porta a dei costi minori, perché semplifica il percorso.

Chiaro!

La frequenza dei controlli sarà poi determinata dalla gravità della condizione, dalla gravità della patologia e dalla risposta al trattamento e dalla capacità anche dei pazienti, una volta compresa la gestione della loro condizione, dalla loro capacità di autogestirsi, con le indicazioni da noi fornite. Quindi deve essere una collaborazione, non una sudditanza.

Certo. Un dialogo vero e proprio. Il paziente porta le sue esigenze ed il medico risponde con le terapie, le soluzioni che è in grado di proporre. Questo è fondamentale per tutte le patologie. Diciamo però che questa ha delle caratteristiche particolari, anche perché impatta tanto nella vita di chi ne soffre. No?

Assolutamente sì. Ci sono numerosi studi che dimostrano che la qualità della vita delle persone con rosacea è fortemente ridotta.

La pelle in fondo è il nostro primo filtro con l’altro, con l’esterno. Non avere una pelle perfetta è spesso un fattore che porta ad un disagio. Già solo l’eritema che ci fa diventare rossi, o che ci fa sentire una sensazione di calore, di prurito, di bruciore, se non all’atto pratico del fastidio, ci infastidisce, perché cambia il nostro aspetto visto dall’esterno e molto spesso le persone non sono pronte ad accettare queste varianti, soprattutto oggi che siamo in una società del benessere, del bello e della perfezione. Tutto ciò che varia da questo standard porta ad una riduzione della qualità di vita. Ci sono dei lavori che dimostrano che nelle popolazioni rurali è molto meno sentito il problema rosacea, rispetto alle popolazioni fortemente urbanizzate.

Ed è dimostrato altresì che il trattamento, soprattutto quando riesce a portare a zero il conto del numero delle lesioni, migliora in maniera forte la qualità della vita e in maniera molto più decisa rispetto ad una riduzione anche del 95%.

Puntare alla risoluzione completa, seppur momentanea, del quadro, è sempre il nostro punto di riferimento, ciò che dovremmo tentare di fare per offrire il miglioramento più grande dal punto di vista clinico, cutaneo e psicologico.

Se posso permettermi, vorrei suggerire a chi pensa di soffrire di rosacea di consultare il web in maniera intelligente, e di trovare tutte quelle strade che portano alle associazioni di pazienti o a dei siti dedicati, ufficiali, sulle singole patologie. Per esempio per la rosacea c’è un sito molto carino, creato per fare informazione sulla rosacea, e che permette di stilare un quadro della gravita della condizione dei pazienti e che può essere addirittura stampato e portato dal dermatologo per facilitare la comprensione del disagio che il singolo paziente ha in base alla sua patologia. Ed è facile ritrovarlo: è un facciaafacciaconlarosacea. Si chiama proprio così.

Questo potrebbe aiutare anche noi clinici, a vedere oltre la pelle, a prendere meglio in considerazione quello che è l’aspetto psicologico correlato al disagio con la rosacea.

Molto bene. Ne abbiamo parlato anche noi di facciaafacciaconlarosacea.it. Lo abbiamo trovato fatto molto bene ed è molto utile anche quella sorta di anamnesi, che è possibile scaricare dal sito, stampare e portare direttamente dal dermatologo.

Bene Matteo. Noi ti ringraziamo per essere stato con noi. Speriamo di incontrarci presto dal vivo o quantomeno online.

E con l’occasione saluto tutte le nostre utenti che ci seguono sui nostri canali.

Grazie anche a voi! Ciao, buona giornata!

Ciao, arrivederci!


Redazione VediamociChiara


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Abbiamo intervistato il dermatologo Matteo Auriemma, al quale abbiamo chiesto di più sulla rosacea: Quali sono gli errori più comuni che commette chi ne soffre? Cosa fare per meglio gestirla? Ecco le sue risposte.

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Ultimo aggiornamento: 5 marzo 2021

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