L’incontinenza urinaria è una malattia?

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L'incontinenza urinaria è una malattia

Se l’incontinenza urinaria è una malattia è frutto di una grave dimenticanza

Numeri in costante crescita per l’incontinenza urinaria, per un problema che interessa soprattutto le donne. Numeri così alti che non si può più parlare di un “piccolo disturbo dovuto all’età”. Sembra quasi una malattia. Ma se è una malattia, nasce da una dimenticanza…

Il pavimento pelvico

Noi donne non ci ricordiamo mai (e non ci viene ricordato neanche durante le tante visite ginecologiche che scandiscono la nostra vita, fin da giovanissime), dell’importanza della fascia muscolare che costituisce il pavimento pelvico.

Il risultato di questa grave dimenticanza, è sotto gli occhi di tutti:

“L’incontinenza urinaria non è piccolo disturbo della terza età ma una vera e propria malattia che interessa oltre 2 milioni di donne in Italia. Numeri importanti e in crescita che sottolineano la necessità di definire percorsi d’assistenza condivisi e uniformi”

Questo l’allarme lanciato dagli urologi italiani durante il convegno dell’Associazione Italiana di Urologia Ginecologica (AIUG), da Marzio Angelo Zullo, membro del direttivo nazionale AIUG.

Come intervenire? L’importanza della prevenzione

L’obiettivo è quello di definire nuovi percorsi d’assistenza condivisi e uniformi. Ma è soprattutto insistendo sulla prevenzione che i numeri possono cambiare. E possono farlo solo se si inizia ad investire in termini di consapevolezza. Quante donne conoscono il pavimento pelvico? Quante donne sono educate a prendersene cura, così come si impara a farlo con la pelle del viso, dei capelli, del corpo?

Parliamo di muscoli che con l’età tendono a cedere, come tutti gli altri del nostro corpo. E al pari degli altri dovrebbero essere allenati, costantemente.

Il giusto allenamento per il pavimento pelvico

Se è vero che vengono suggerite le parole crociate per tenere allenato il cervello (memoria, abilità cognitive, etc.), se è vero che viene consigliata un’attività fisica regolare per articolazioni, etc. È anche vero che dobbiamo imparare a concepire il corpo nella sua interezza.

Le donne, già nell’età dello sviluppo, andrebbero educate a prendersi cura del loro pavimento pelvico, una vera e propria amaca, fatta di muscoli, che sorreggono e sostengono tutto l’apparato riproduttivo. Provate ad immaginarveli come degli addominali nascosti da allenare almeno 3 volte al giorno, con serie che aumenterete nel tempo.

A partire dagli Esercizi di Kegel discreti ed efficaci, che si possono fare anche da sedute.

Per chi ha più dimestichezza con il proprio corpo, può provare anche “le uova di giada” o i “coni vaginali”. Ottimi strumenti per tenere allenati i muscoli “rosa”.

Fonte notizia: Quotidiano Sanità

– > Per un approfondimento istituzionale visita il sito della Ministero della salute
– > Vuoi saperne di più? Chiedi un consulto alla nostra ginecologa
– > Per un approfondimento del tema rimandiamo alla lettura del libro Triangoli dimenticati – Dove abita il perineo, di Loredana La Torre (Edizioni Ponte Sisto, 2014)

 

Cristina Perrotti

 

 

Take Home Message
Numeri in costante crescita per l’incontinenza urinaria, per un problema che interessa soprattutto le donne. Numeri così alti che non si può più parlare di un “piccolo disturbo dovuto all’età”. Sembra quasi una malattia. Ma se è una malattia, nasce da una dimenticanza…

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Ultimo aggiornamento: 20 luglio 2021

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2 Commenti

  1. ho sentito parlare per la priam volta del pavimento pelvico a 47 anni. Un po’ tardi considerato che vado dalla ginecologa da quando ne avevo 16………..
    Sto cercando di rimediare al tempo perso con esercizi mirati, non solo Kegel e posturale.
    Ma nel frattempo ho cambiato anche ginecologa!!!!!!!!

    • Ciao Benedetta,

      hai ragione, si tratta di un argomento che non si capisce ancora perché non venga trattato tutte le volte che andiamo dal medico (ginecologo, ginecologa).
      Forza, mettiamocela tutta, per recuperare il tempo perso!

      Buona giornata e continua a seguirci anche sui Social.

      C.

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