Quando arriva un “figlio peloso” in casa 

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Quando arriva un "figlio peloso" in casa 

Forse per alcuni un cane potrà sembrare un impegno troppo grande, ma cambiando prospettiva…

“Questo articolo per il quale ringrazio Alessandra con affetto, è dedicato al mio “Popi”, che ora corre sulle ali dell’arcobaleno assieme ai tutti i suoi amici”.
Malu Barbarulo

Sono le sei di un mattino di un sabato di metà luglio, si preannuncia una giornata molto calda, ma a quest’ora la finestra aperta sul parco lascia passare l’aria fresca.

Ai miei piedi una specie di cuscino peloso emette deboli suoni simili al rumore di un coltello che taglia il legno. Per il cuscino è presto, non ci pensa proprio ad iniziare la giornata, quando mi ha vista in piedi si è alzato a fatica e mi ha seguita passo passo fino a che con il computer in mano non mi sono trovata un posto al fresco dove mettermi a lavorare. Poi mi ha guardata come per dire: hai finito di gironzolare? Possiamo metterci tranquille qui ora?

Il cuscino peloso rantolante è un labrador femmina di quattro anni, sul suo pedegree c’è scritto Odissea Patavina dei tesori dei Berici, ma la chiamiamo Pata e siamo tutti felici perché a lei di questa sfilza di nomi e nobiltà non gliene importa proprio nulla, o almeno così credo.

Mentre una cosa la so per certo, se dovessi alzarmi da questa sedia dieci volte nella prossima ora lei mi seguirebbe sintonizzata con il mio passo, paziente e amorevole, mi guarderà con i suoi occhioni dolci e attenta cercherà di capire cosa voglio fare e se voglio qualcosa da lei.

Come accade in molte case, Pata è arrivata un po’ inaspettata, portata a tradimento da una figlia, ma oggi mi chiedo come potrei vivere senza di lei.

Un membro della famiglia a tutti gli effetti

Al contrario di quello che molti pensano, pochissime esigenze in cambio di simpatia, dolcezza e affetto smisurato.

Quando siamo fuori a passeggio, la frase che sento dire più spesso è: che carina, mi piacciono i cani, ma sono un impegno troppo grande, starebbe sempre da solo, davvero non posso tenerlo e poi non ho il giardino. A volte suonano come scuse, come se stessi tentando di convincerli a prenderne uno.

Io, invece, mi soffermo spesso a pensare di essere io un peso per lei e non il contrario.

Perché dal punto di vista di Pata quello che in realtà accade è che:

  • Deve portarmi fuori tre volte al giorno e obbligarmi a camminare all’aria fresca mattina e sera altrimenti mi impigrisco e ingrasso
  • Deve stimolare il mio senso di responsabilità e attenzione,  impegno estremamente faticoso da prendere nei miei confronti, visto che dimentico persino di dare l’acqua alle piante che inesorabilmente muoiono
  • Mi deve ricordare che almeno due volte al giorno la devo nutrire, altrimenti fa la fine delle piante e con l’occasione mi ricordo anche di quelle che finalmente sopravvivono al mio pollice nero
  • Deve aiutarmi a tenere in ordine la casa e a non lasciare nulla in giro, altrimenti tutto diventa un gioco, allora quando c’è qualcosa per terra, lei lo va a prendere e me lo porta per farmi vedere quanto sono o siamo disordinati, lo lecca tutto e qualche volta se lo mangia così impariamo ad essere così distratti
  • Deve venirmi a coccolare ogni tanto e mettersi vicino a me quando lavoro, studio o guardo la televisione, altrimenti mi isolo e mi dimentico del mondo intorno o magari mi sento sola, oppure mi dimentico che è ora di preparare la cena
  • Deve starmi accanto quando cucino e fare attenzione quando cade qualcosa per terra, al comando “Pata pulisci”, lei scatta e in due secondi il pavimento è aspirato alla perfezione altrimenti chissà che sporcizia sul pavimento della cucina
  • Deve proteggermi quando siamo fuori, andare dove dico io e aspettare pazientemente quando mi fermo a chiacchierare con qualcuno o aspettare tutto il branco se si cammina in gruppo e qualcuno rimane indietro magari al telefono
  • Deve vegliare su di me la notte, accucciata fuori dalla porta della camera, dove non le è permesso entrare, se mi sveglio fuori orario si assicura che tutto vada bene prima di tornare a dormire, le tocca stare li seduta, vigile, non sia mai che mi sia alzata perché sto male
  • Quando qualcuno in famiglia è malato, infatti,  deve accudirci come può, senza lasciarci un istante. Lo scorso anno per un infortunio sono stata ferma tre mesi, camminavo aiutata da stampelle. La povera Pata camminava accanto a me leggera e delicata, lentamente in ogni spostamento per la casa. E pensare che tutti mi dicevano: attenta che ti farà cadere… Il vero rischio era che io cadessi addosso a lei
  • Deve insegnarmi che le cose si fanno una alla volta, che camminare per strada  con il telefono in mano è pericoloso,  ma anche, mi insegna l’attenzione all’altro, mi ricorda l’importanza dell’ ascolto non solo con le orecchie.  Mi ricorda che il tempo che si passa insieme deve essere un tempo di qualità e dedicare uno sguardo, una parola o una carezza è bello perché significa che stai con lui/lei, che ci stai veramente, sei presente. Una cosa che succede sempre più di rado tra gli esseri umani
  • Deve farmi notare che devo fare attenzione alle auto, a chi arriva, che devo attraversare responsabilmente e devo avere rispetto degli altri
  • Deve motivarmi a mantenere puliti gli spazi pubblici dove la porto, stimolando il mio senso civico

 

Una vera vita da cani!

Insomma, potrei continuare ancora nella lista degli impegni della povera Pata, una vera vita da cani. Cambiando prospettiva posso, senza ombra di dubbio, dire di essere un lavoro a tempo pieno per lei.

Quando arriva un figlio peloso in casa non arriva un impegno, ma un compendio multitasking di compagnia, supporto emotivo, simpatia smisurata, personal trainer, guardiano, educatore alla responsabilità e senso civico, aspirapolvere da cibo, stimolo all’ascolto e all’attenzione.

In ultimo, vi svelo un segreto, quando si mette un cane in giardino l’unica vera certezza è che il cane in giardino ci starebbe anche molto volentieri, ma in vostra compagnia, perché da solo, mancandogli l’oggetto a cui rivolgere le sue attenzioni, non può svolgere i suoi compiti.

Da qualche parte ho letto: Qual è la cosa più difficile dell’avere un cane? Perderlo.

Ecco, questa è la sintesi di tutto.

Alessandra Bitelli
Trainer & Coach
www.coach4change.it

 

Take Home Message
Quando arriva un “figlio peloso” in casa  – Avere un cane in casa è spesso interpretato come un impegno o un lavoro a tempo pieno. Potremmo invece provare a cambiare prospettiva e vedere le cose in maniera diversa. Il cane assume un ruolo importante nei nostri confronti e non solo per soddisfare il nostro bisogno di compagnia e di affetto, ma anche per insegnarci un’infinità di cose che di questi tempi si tendono a dimenticare.

Tempo di lettura: 1’ 30’’

Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2019

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