martedì, 27 Febbraio 2024

Un tempo per amare

Un tempo per amareUn tempo per amare

Le nuvole nere si erano addensate improvvisamente dietro lo sfondo degli alberi e il vento aveva iniziato a soffiare agitando le lenzuola della vicina di casa stese fuori ad asciugare.

I tuoni rimbombavano in lontananza e la luce del giorno si era fatta grigia. Dall’altra parte, uno squarcio di cielo azzurro stava fuggendo veloce rincorso da alcuni uccelli in volo.

Aveva già preparato le candele, perché sapeva che, se il vento avesse iniziato a scuotere le fronde degli alberi e la pioggia avesse iniziato a scrosciare sul tetto, con ogni probabilità sarebbe andata via la corrente.

Da piccola adorava stare al lume di candela. Le sembrava così incredibile e affascinante.

Si perdeva in un mondo di favola. Le ombre si allungavano sui muri delle stanze e quella luce arancione e tremula le faceva apparire magico tutto ciò che intorno a lei era consueto.

Si accucciava tra le braccia di sua madre, osservava gli oggetti cambiare forma e pensava che avrebbe voluto vivere in quel modo per sempre.

Anche quando non ce n’era bisogno, implorava suo padre di spegnere tutte le luci e accendere qualche candela. Lui le diceva che non doveva toccarle, che era pericoloso, e quando il gioco finiva e ci soffiava sopra, lei respirava ad occhi chiusi l’odore di fumo che si dissipava lentamente e che le piaceva tanto.

Aveva desiderato avere dei figli, almeno due. Ci avevano provato a lungo finché, lentamente, avevano perso la speranza e poi anche la gioia di stare insieme. I giorni si erano fatti più lunghi e silenziosi. Il lavoro di lui sempre più importante.

Avevano preso un cane, ma non erano riusciti ad amarlo e così avevano trovato chi se ne prendesse cura.

Quella sera, tornati a casa dopo aver lasciato Dick, si erano accorti di non aver portato anche tutte le sue cose, la cuccia di stoffa, gli ossi di gomma, i guinzagli, la coperta.

Allora avevano messo tutto in una scatola con la promessa di consegnarla nei giorni seguenti. Lui l’aveva messa in garage sopra quella con l’attrezzatura per andare a pescare. Ma la mattina dopo se l’erano già dimenticata.

Finalmente iniziò a piovere. L’odore della terra bagnata le entrò pungente nelle narici. Stava osservando dalla finestra la vicina che rideva e gridava affannandosi per ritirare le lenzuola e anche lei sorrise per quella scena che in qualche modo le apparve buffa.

Poi la pioggia iniziò a cadere tutta insieme, come se le nuvole non fossero state più in grado di trattenerne il peso.

Il rumore del temporale le spense improvvisamente il sorriso sulle labbra e tutto, intorno a lei, si fece più scuro.

Accese una candela e poi si rannicchiò sul divano sotto una coperta. Ascoltò la pioggia battere contro le finestre e per allontanare un po’ il timore, si mise ad osservare la danza di luce ed ombre sulle pareti della sala.

Aspettò che la candela si consumasse, poi chiuse gli occhi, respirò a fondo, e le parve che il temporale stesse già passando.

 

Milena Martin per Redazione VediamociChiara
© riproduzione riservata

 

Foto da Pexels

Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2023

Hai una domanda da fare? Scrivi alla nostra ginecologa

Se l’argomento ti interessa iscriviti a VediamociChiara per ricevere ogni mese tutti gli aggiornamenti sulle nostre novità e sui nostri eventi gratuiti

Scopri la convenzione con i farmacisti di RedCare riservata alle iscritte a VediamociChiara

Lascia un commento

 Seguici anche sui nostri nuovi profili social

Resta connesso

I numeri di VediamociChiara

VediamociChiara è il portale scelto da oltre 12 milioni di utenti

I podcast scaricati da VediamociChiara negli ultimi mesi sono oltre 100.000

Il numero delle iscritte al nostro portale ha superato quota 500.000

Se vuoi saperne di più visita la nostra pagina le statistiche di visita di VediamociChiara

I nostri progetti Pro Bono

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors