Diabete mellito di tipo 2 – Che cosa è?

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diabete mellito: sintomi, complicanze, fattori di rischioChiamato anche “diabete grasso”, perché una volta era più frequente nelle persone in sovrappeso, oggi il diabete mellito di tipo 2 rappresenta circa il 90% dei casi di diabete, il restante 10% è diabete mellito tipo 1.

E’ una malattia metabolica caratterizzata da glicemia alta (livello di glucosio nel sangue) in un contesto legato all’insulina, che può essere di insulino-resistenza e insulino-deficienza.
Chiamato anche “diabete grasso” o “dell’adulto”, una volta era più frequente nelle persone in sovrappeso e appartenenti ad una specifica fascia d’età; oggi purtroppo viene diagnosticato sempre più spesso nei giovani (adolescenti e bambini obesi), ed essendo una malattia che nella sua fase pre-clinica è asintomatica o con disturbi comuni, la diagnosi spesso è tardiva. Scopriamo un po’ di storia, i sintomi, le complicanze e i fattori di rischio per il diabete.

Conosciuta nell’antichità come “malattia dei ricchi”

Questo perché un tempo i più colpiti a causa dei loro consumi esagerati di riso, farina e zucchero, erano propri i benestanti, oggi preferisce le diseguaglianze sociali, per questo si riscontra una prevalenza di diabete nelle donne e in generale nelle classi sociali più basse.  IL legame è nello stile di vita: la classe sociale più bassa è un indicatore di obesità e di ridotta attività fisica e questo si associa ad un maggior rischio di diabete.

Un po’ di storia del diabete mellito di tipo 2

Si tratta di una delle prime malattie descritte nella storia: in un manoscritto egiziano del 1500 a.C. già se ne parlava. Ma nello stesso periodo furono i medici indiani a classificare la malattia come “urina dolce” o “urina di miele”, notando come questa era capace di attirare le formiche in cerca di zucchero, ed effettuando così il primo rudimentale test per verificare il livello di glucosio nel sangue.
Se il termine “diabete” è stato utilizzato per la prima volta nel 230 a.C. dal greco Apollonio di Menfi, il termine “mellito” (che deriva da “miele”) è stato aggiunto dal britannico John Rolle alla fine del XVIII secolo.

E l’Italia?

Noi italiani abbiamo la convinzione di essere sempre gli ultimi, anche in fatto di tutela del malato, ma in questo caso va spezzata una lancia a favore del “Bel Paese”: l’Italia è stata la prima nazione a livello mondiale a dotarsi di una legge (legge 115/1987), per organizzare l’assistenza diabetologica e i relativi servizi su tutto il territorio nazionale.

Quali sono i fattori di rischio per il diabete mellito?

Condizione di prediabete.

Valori di glicemia compresi tra 100 e 125 mg/dl non vanno sottovalutati, perché sono tipici di una condizione chiamata “prediabete”. Se non si corre ai ripari con dieta, esercizio fisico e misurazione della glicemia ogni 6-12 mesi , questa condizione può sfociare in diabete di tipo 2.

Tra i fattori di rischio per il diabete vi sono anche sovrappeso e obesità.

L’accumulo di grasso, in particolare sull’addome, può indurre iperinsulinemia (elevata quantità di insulina nel sangue) e insulino-resistenza (l’insulina prodotta non è efficace nel ridurre l’iperglicemia). Si considera a rischio una circonferenza maggiore di 102 cm per gli uomini e 88 per le donne. Questi soggetti dovrebbero misurare la glicemia almeno una volta all’anno.

Familiarità.

Avere familiari affetti da diabete aumenta la percentuale di rischio. Se hai un genitore o un fratello con diabete di tipo 2, fai almeno un controllo della glicemia all’anno per valutare eventuali alterazioni.

Tra i fattori di rischio per il diabete c’è anche l’ipertensione.

Nel diabete di tipo 2 l’ipertensione è solitamente presente prima della comparsa dell’iperglicemia. Per questo motivo si raccomanda, in soggetti che soffrono di pressione alta, di monitorare costantemente la propria glicemia.

Gravidanza.

Il diabete gestazionale spesso si risolve dopo il parto. Tuttavia, oltre a rappresentare un’insidia per la gravidanza, aumenta di 5 volte la possibilità di sviluppare il diabete di tipo 2 e le relative complicanze cardiovascolari.

Tra i fattori di rischio per il diabete vi è anche la presenza di troppi grassi nel sangue.

Chi ha valori elevati nel sangue di trigliceridi e/o bassi  valori di colesterolo buono (HDL) deve controllare una volta all’anno il valore della propria glicemia. Troppi grassi nel sangue favoriscono l’insulino-resistenza, condizione che favorisce il rialzo della glicemia.

Acido urico alto.

L’acido urico elevato è un grosso elemento di rischio cardiovascolare e, se associato al diabete, fa aumentare notevolmente  il pericolo di infarti e ictus. Se hai l’acido urico alto, misura la glicemia una volta all’anno.

L’età.

È consigliabile controllare la glicemia dopo i 40 anni di età, anche in assenza di familiarità e fattori di rischio.

Quali sono i sintomi della malattia?

In caso di diabete mellito di tipo 2 la situazione più comune è quella della completa asintomaticità. Ma quando esordisce la malattia? A cosa bisogna prestare attenzione?
Chi inizia a soffrirne denuncia i seguenti sintomi:

  • poliuria (necessità di uninare frequentemente, anche di notte);
  • polidipsia (sete eccessiva, anche di notte);
  • polifagia (fame sproporzionata);
  • perdita di peso;
  • stanchezza;
  • disturbi visivi;
  • prurito;
  • comparsa di carie sui denti: un eccesso di glucosio nel sangue diminuisce la salute del cavo orale;
  • cistiti ricorrenti: l’iperglicemia favorisce la proliferazione batterica soprattutto a livello genito-urinario.

Gli organi più colpiti dalle complicanze del diabete sono:

  • Rene (l’insufficienza renale può richiedere la dialisi, e la scarsa circolazione sanguigna negli arti può portare prima alla cancrena e poi ad amputazioni);
  • Occhio (fino ad arrivare nei casi più gravi alla cecità);
  • Sistema nervoso periferico e cuore;
  • Ulcere al piede (detto anche “piede diabetico”);
  • Apparato urogenitale.

La diagnosi e la prevenzione rimangono le armi migliori.

Per saperne di più:

Ministero della Salute

Società Italiana di Diabetologia

Redazione VediamociChiara

Take Home Message:
Il diabete mellito di tipo 2 è una malattia metabolica che rappresenta il 90% dei casi di diabete. Oggi è sempre più diagnosticato nei giovani, nelle donne e nelle classi sociali più basse. Tra i fattori di rischio ci sono: prediabete; sovrappeso e obesità; familiarità; ipertensione; gravidanza; presenza di troppi grassi nel sangue; acido urico alto; età. Rene, occhio, sistema nervoso periferico e cuore, piede (frequenti i casi di ulcere), apparato urogenitale, sono gli organi più colpiti. Diagnosi, prevenzione e stile di vita sano, le armi migliori per contrastarlo.

Tempo di lettura: 1′ e 10”

Ultimo aggiornamento: 30 aprile 2021 

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