mercoledì, 24 Aprile 2024

Herpes Zoster, Quella Temuta “Fiamma del Diavolo”

L’Herpes Zoster, chiamato comunemente fuoco di Sant’Antonio

L’Herpes Zoster, chiamato comunemente fuoco di Sant’Antonio è un’eruzione cutanea molto dolorosa.

Il fuoco di Sant’Antonio non è un semplice fastidio della pelle. Si verifica quando si riattiva il virus della varicella Zoster, della stessa famiglia del virus della varicella. E lo fa solo nelle persone che hanno avuto la varicella. Il perché non è chiaro, ma sembra che c’entri con l’età…

Un fuoco doloroso…

Silente nell’organismo, senza sintomatologia, è un evento che può capitare, soprattutto dopo i 50 anni. La malattia di manifesta con una sofferenza per nervi (nevrite) e cute. Chi ci è passato sa bene il dolore provocato e le sue tipiche eruzioni cutanee. Questa dolorosa patologia è provocata da un virus che rimane inattivo fino a quando le circostanze gli consentono di riattivarsi.

In cima alla classifica del dolore

Se ci fosse una classifica del dolore, quello provocato dal virus dell’Herpes Zoster sarebbe tra i primi posti (vicino a parto e coliche renali). Non a caso il nome popolare della malattia parla di fuoco e “fiamma del diavolo”, come veniva chiamato una volta. Si manifesta con una dolorosa eruzione cutanea, caratterizzata da vescicole pruriginose, in genere localizzata su un lato del corpo. Può colpire torace e addome ma può colpire ovunque, anche viso e occhi. Il contatto con abiti e tessuti provoca dolore.

I sintomi sono:

  • Dolore circoscritto;
  • Prurito;
  • Irritazione;
  • Fitte;
  • Eritema;
  • Lesioni;
  • Pustole (su torace, collo, viso, occhi…).

L’Herpes Zoster è contagioso?

Essendo provocato da un virus, chi manifesta i sintomi del fuoco di Sant’Antonio deve rendersi conto che può trasmetterlo anche agli altri.

Il primo contatto con il virus (VZV) avviene in età pediatrica e comporta lo sviluppo della varicella. Successivamente alla guarigione, il virus non viene eliminato dall’organismo di chi lo ha contratto ma resta inattivo. Successive riattivazioni del virus non provocheranno di nuovo la varicella ma il fuoco di sant’Antonio. Questo virus si riattiva in un momento in cui le difese immunitarie si abbassano. Si stima che il 90% degli italiani abbia contratto la varicella una volta nella vita, di questi il 10% ha poi sofferto di fuoco di sant’Antonio, in seguito a riattivazione del virus.

Chi non ha mai avuto la varicella deve mantenersi a debita distanza da chi ha il fuoco di sant’Antonio per non rischiare di infettarsi e sviluppare, essendo il primo contagio, la varicella. Il contagio avviene per contatto diretto con le vescicole aperte presenti a livello dell’eruzione cutanea. La contagiosità cessa quando l’ultima vescicola si secca, nel frattempo bisogna evitare contatti stretti con gli altri.

Come si fa la diagnosi?

Il medico per effettuare la diagnosi si baserà sull’esame visivo, osservando le vescicole e riscontrando prurito e dolore. Per avere la certezza chiederà notizie sui contagi avuti in passato, in particolare chiederà al paziente se ha mai sviluppato la varicella. Si possono eseguire esami di laboratorio per la ricerca di anticorpi specifici (IgM) contro il VZV.

Come si cura il fuoco di Sant’Antonio?

I sintomi come prurito e dolore possono essere molto intensi, per cui si usano alcune categorie di medicinali per cercare di limitarli:

  • Antivirali: bloccano la proliferazione del virus;
  • Antinfiammatori e antidolorifici: si usano per ridurre il dolore provocato dalla lesione, solitamente però hanno un effetto blando;
  • Creme o gel: applicate direttamente sulle lesioni, hanno lo scopo di ridurre il prurito.

In genere in 2-4 settimane si guarisce completamente. Va da sé che la compromissione della qualità della vita è reale, viste anche le complicazioni che può provocare.

Ad esempio:

  • Infezioni cutanee;
  • Perdita permanente dell’udito;
  • Polmonite;
  • Pancreatite;
  • Infiammazione cerebrali;
  • Se coinvolge il nervo trigemino anche complicazioni oculari (si parla allora di Herpes Zoster Oftalmico, che interessa il 10/20% dei casi totali);
  • Nevralgia post erpetica, una complicanza seria e invalidante caratterizzata da un dolore neuropatico persistente.

Meglio il vaccino!

Chi ha avuto un episodio di fuoco di sant’Antonio, potrebbe nell’arco della sua vita, soffrire di altri episodi in cui il virus si riattiva. Per queste ragioni si consiglia, una volta superati i 50 anni, di sottoporsi alla vaccinazione. In Italia il vaccino contro l’Herpes Zoster è gratuito e viene somministrato in una dose unica.

Questo vaccino contiene il virus attenuato e inibisce la sua capacità di riattivarsi, riducendo del 50% il numero di casi di Herpes Zoster e del 65% i casi di nevralgia post erpetica. In Italia la vaccinazione è gratuita per gli over 65 e per i soggetti a rischio. Viene somministrato in una dose unica.

Redazione VediamociChiara
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Il fuoco di Sant’Antonio non è un semplice fastidio della pelle. Si verifica quando si riattiva il virus della varicella Zoster, della stessa famiglia del virus della varicella. E lo fa solo nelle persone che hanno avuto la varicella. Il perché non è chiaro, ma sembra che c’entri con l’età. Per fare prevenzione è importante vaccinarsi.

Tempo di lettura: 4 minuti

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Ultimo aggiornamento: 03 ottobre 2023

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