I vaccini sono sicuri?

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Strumento di prevenzione delle malattie infettive tra i più efficaci messi a punto dalla medicina moderna, la vaccinazione oggi, più che mai, è al centro di un dibattito mai sopito tra favorevoli e contrari. Ma i vaccini sono sicuri?

I vaccini sono uno strumento di prevenzione delle malattie infettive tra i più efficaci messi a punto dalla medicina moderna, tuttavia oggi, proprio come ai suoi esordi, sono al centro di un dibattito mai sopito tra favorevoli e contrari o quanto meno dubbiosi, tra le ragioni del bene collettivo e l’ansia per i possibili rischi, tra chi crede che i vaccini siano sicuri e chi invece li demonizza.

Un po’ di storia… e un occhio al futuro

La storia dei vaccini nel mondo occidentale ha inizio alla fine del ‘700, con gli esperimenti condotti da un medico inglese, Edward Jenner. Questi aveva osservato che i mungitori delle vacche, a contatto con gli animali, contraevano una forma attenuata e benigna di malattia vaiolosa , ma non si ammalavano di vaiolo umano. Jenner ipotizzò quindi, che fosse la forma vaccina a proteggere dal vaiolo umano. E decise di sperimentare la pratica di inoculare nei soggetti sani il materiale infetto.. Ai primi esperimenti di Jenner seguirono dure critiche e infinite perplessità da parte della comunità scientifica del tempo. Ma nel 1853, in Inghilterra, la vaccinazione antivaiolosa venne resa obbligatoria per tutti i bambini.

Grazie al vaccino, nel 1979, il vaiolo è stato dichiarato ufficialmente sconfitto.

Agli studi di Jenner, seguirono le esperienze di Louis Pasteur contro gli agenti infettivi della rabbia e del carbonchio, di Calmette e Guérin contro la tubercolosi, di Theiler contro la febbre gialla, di Sabin e Salk contro la poliomelite e poi, con la sempre più approfondita comprensione dei meccanismi immunitari e l’avvento delle tecniche di ingegneria genetica, la scienza dei vaccini è entrata in una nuova era: nel target dei vaccini non ci sono soltanto le malattie infettive, ma anche i contaminanti ambientali – come i pollini – e i tumori.

Per questi ultimi, tuttavia, non è stato ancora messo a punto alcun vaccino efficace, fatta eccezione per il vaccino anti-HPV, che protegge dall’infezione di alcuni ceppi di Papilloma virus, alcuni dei quali associati al rischio di sviluppare il tumore del collo dell’utero.

Protezione individuale e collettiva: l’immunità di gregge

L’efficacia dei vaccini è confermata dalla scomparsa di alcune malattie e dal buon controllo di altre, come il morbillo, la pertosse, il tetano. Infezioni che oggi, nell’occidente sviluppato, non fanno più paura, ma ancora letali nei Paesi in cui le strategie di profilassi non sono a una percentuale della popolazione tale da potere assicurare la cosiddetta “immunità di gregge” o herd immunity.

Di cosa si tratta? È la protezione indiretta garantita a tutta una comunità di riferimento dalla presenza di una congrua percentuale di soggetti vaccinati, tale da non permettere all’agente infettivo di circolare e diffondersi in quella comunità.

L’immunità di gregge è uno dei vantaggi indiretti della vaccinazione, ma paradossalmente si rivela un boomerang, poiché facendo percepire come basso il rischio di contrarre talune infezioni potenzialmente pericolose, rappresenta uno dei motivi per cui molti ritengono non necessaria la vaccinazione.

Nella primavera del 2015, l’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) ha denunciato la drammatica riduzione registrata in Italia nelle percentuali di vaccinati. In particolare contro morbillo e rosolia.

La riduzione delle coperture vaccinali ha provocato la recrudescenza di alcune malattie come il morbillo, e potrebbe portare al ritorno di patologie ormai assenti dal nostro paese, come la polio o la difterite, ma non ancora debellate dal resto del mondo.

Anche gli Stati Uniti il movimento anti-vax rischia di minare le percentuali di copertura vaccinale necessarie a garantire l’immunità di gregge. Tanto che è sceso in campo anche il patron di Facebook, Mark Zuckerberg. La foto scattata durante la vaccinazione della figlia neonata e postata sul suo profilo Facebook è subito diventata virale.

Quali sono le ragioni di chi dice no ai vaccini?

“Se il rischio di contrarre il morbillo non è elevato, perché devo sottoporre mio figlio obbligatoriamente ad una vaccinazione?”. E’ un ritornello che non di rado si ripete tra i genitori, preoccupati più dei rischi dei possibili eventi avversi che del rischio di contagio per una malattia che viene percepita come rara, come la difeterite. o non grave, come il morbillo.

“Benché rari, i casi di reazione avversa ci sono e nessuno può garantirmi che mio figlio non sia a rischio”. Vaccinare i propri figli significa sottoporre ad un atto medico volontario un bambino in buona salute e un po’ di ansia è più che normale. Scegliere se vaccinare o meno un neonato è un processo complesso, che coinvolge la sfera del sapere e delle valutazioni razionali, condotte sulla base delle evidenze scientifiche e dei numeri a supporto della decisione. Ma la conoscenza, ahinoi, non basta.

Sarebbe ingenuo credere che il rifiuto dei vaccini sia da imputare soltanto ad ignoranza e in verità, soltanto una parte dei no può essere attribuita a mancanza di informazioni corrette.

Ci sono in verità, altre ragioni

Come per esempio la tendenza del tutto umana ad attribuire un maggior peso alle cattive notizie rispetto alle buone.

E quindi al rischio di eventi avversi da vaccino, percepiti come reali e verosimili, rispetto ai benefici derivanti dalla protezione contro il contagio di una malattia percepita come remota.

Va rilevato che spesso viene dato maggior credito ai racconti di familiari e amici rispetto alle dichiarazioni di un’istituzione di salute pubblica, un medico o uno scienziato.  Infine, un altro fenomeno si accompagna al dilagante rifiuto della pratica vaccinale: è la sfiducia crescente nel sistema. Le istituzioni, le case farmaceutiche, i medici. Tutti gli attori del sistema salute vengono gettati nel pentolone in cui cuoce la ribollita fatta di ipotesi di complotti di Big Pharma contro inermi cittadini.

Le teorie del complotto, sempre smentite, non hanno mai dimostrato alcunché. Ma i complottisti vanno combattuti dalle istituzioni con l’arma della trasparenza. Che deve essere la massima possibile quando si tratta del bene salute.

I vaccini sono sicuri – Le ragioni della scienza

Nel febbraio del 1998, a seguito della pubblicazione sull’autorevole rivista medico scientifica The Lancet di un articolo a firma – tra gli altri – di Andrew J. Wakefield, esplode il caso della presunta correlazione tra il vaccino trivalente, per l’immunizzazione contro morbillo-rosolia e parotite, e l’autismo. Quanto dichiarato da Wakefield e colleghi viene successivamente smentito dalla stessa rivista Lancet e dal British Medical Journal. E la ricerca, fondata su dati insufficienti – il campione è costituito da soli dodici casi selezionati intenzionalmente – e false dichiarazioni, si rivela una clamorosa frode. Ma il danno è da subito evidente e difficile da riparare. L’effetto mediatico seguito alla pubblicazione dell’articolo di Wakefield ha generato il panico tra i genitori che, nel dubbio, complice anche l’inefficace risposta dei governi, hanno scelto di non vaccinare i propri figli.

La conseguenza più immediata, il drastico calo nei tassi di copertura vaccinale e il conseguente rischio di epidemie di morbillo, si affianca alle conseguenze di lungo periodo. La progressiva perdita di fiducia da parte dell’opinione pubblica nei sistemi sanitari e nelle strategie di salute pubblica.

Eppure ci sono tanti dati che ci dicono che i vaccini sono sicuri

La sicurezza dei vaccini è documentata da milioni di dosi somministrate, dalla costante attività di sorveglianza dei possibili eventi avversi e dagli studi di sicurezza che vengono effettuati sia prima dell’autorizzazione che dopo l’immissione in commercio di ogni vaccino. Gli effetti collaterali gravi da vaccino hanno una frequenza estremamente più bassa di quelli delle malattie da cui proteggono.

Ma quali sono le fake news più diffuse sui vaccini?

È falso che:

  • I vaccini possono indebolire il sistema immunitario e portare alla comparsa di malattie autoimmuni. La nostra capacità di rispondere agli antigeni si sviluppa prima ancora della nascita e il sistema immunitario di un neonato è perfettamente capace di rispondere ogni giorno a migliaia di antigeni, molti di più di quelli contenuti nei vaccini.
  • I vaccini contengono sostanze tossiche e pericolose come mercurio, formaldeide, alluminio. Nessuno dei vaccini commercializzati in Europa contiene da diversi anni derivati del mercurio. Le quantità di formaldeide, alluminio e altre sostanze sono minime e tali da non causare alcun danno alla salute.
  • I vaccini causano l’autismo. Dai numerosi studi effettuati non emerge alcuna correlazione tra il vaccino MPR e l’autismo. Come detto, lo studio che riportava il legame è stato dimostrato fraudolento e l’autore è stato radiato dall’albo dei medici del Regno Unito.
  • Esistono degli esami che possono predire eventuali effetti collaterali dei vaccini. Non esiste nessun test in grado di predire gli effetti collaterali dei vaccini.

A che punto siamo in Italia con i vaccini?

La legge n.119/2017 ha esteso l’obbligo vaccinale. Le vaccinazioni gratuite e obbligatorie per legge sono passate da quattro a dieci:

  • Anti-poliomielitica
  • Anti-difterica
  • Anti-tetanica
  • Anti-epatite B
  • Anti-pertosse
  • Anti-Haemophilus tipo b
  • Anti-morbillo
  • Anti-rosolia
  • Anti-parotite
  • Anti-varicella

L’obbligatorietà dipende dall’anno di nascita dei bambini e dei ragazzi nella fascia d’età compresa tra 0 e 16 anni. In altre parole, non tutti i vaccini sono obbligatori per tutti, alcuni sono “fortemente raccomandati” e comunque, gratuiti.

Se non si rispetta l’obbligo vaccinale…

Vige l’obbligo per i genitori o tutori di bambini iscritti ai nidi e alle scuole dell’infanzia di documentare l’effettuazione dei vaccini obbligatori o la prenotazione della seduta vaccinale, o ancora, di auto-dichiarare l’avvenuta vaccinazione del minore: la presentazione della documentazione relativa alle vaccinazioni è un requisito di accesso ai  nidi e ai servizi per l’infanzia. Così non è, invece, per i bambini e i ragazzi iscritti alla scuola dell’obbligo e ai centri di formazione professionale regionale, per i quali quindi, la mancata presentazione della documentazione non preclude l’accesso alla scuola. Tuttavia, nel caso di accertata inadempienza dell’obbligo vaccinale, senza una motivazione congrua e documentata, le ASL possono intervenire per sollecitare la vaccinazione del minore e – come ultima spiaggia – attivare il sistema delle sanzioni nei confronti dei genitori o del tutore.

L’obbligatorietà dei vaccini viene meno tutte le volte in cui il medico accerti la presenza di possibili controindicazioni, precauzioni e avvertenze.

Dott.ssa Serenella Corvo

Fonti

CDC Vaccine safety

Ministero della Salute – Vaccinazioni e profilassi;

AJ Wakefield et al. RETRACTED – Ileal-lymphoid-nodular hyperplasia, non-specific colitis, and pervasive developmental disorder in children, The Lancet, February 1998;

OMS – Ufficio Regionale europeo – Se scegli di non vaccinare tuo figlio;

Legge 31 luglio 2017 , n. 119.

G Gallo, R Mel e MC Rota. Guida alle controindicazioni alle vaccinazioni. Istituto Superiore di Sanità 2009, v, 92 p. Rapporti ISTISAN 09/13.

Take Home Message
I vaccini sono sicuri? Strumento di prevenzione delle malattie infettive tra i più efficaci messi a punto dalla medicina moderna. La vaccinazione oggi più che mai, è al centro di un dibattito mai sopito tra favorevoli e contrari. Le ragioni delle politiche di salute pubblica, in favore di un potenziamento delle pratiche vaccinali, e quelle di chi dice no alla vaccinazione dei propri figli si scontrano sul piano del diverso significato dato al rischio connesso alla somministrazione dei vaccini.

Tempo di lettura: 1’ e 30”

Ultimo aggiornamento: 29 aprile 2021

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