Edema linfatico agli arti inferiori

Edema linfatico agli arti inferioriChe cos’è? Quali sono i sintomi? E come si previene?

Gonfiore agli arti inferiori, prurito, arrossamento, formicolio, pesantezza e dolore alle gambe sono i sintomi di chi è affetto da disturbi di circolazione agli arti inferiori, ma forse non tutti sanno che celati dietro a questi sintomi potrebbe esserci l’edema linfatico o linfedema.

Il sistema circolatorio linfatico

Si sente parlare spesso di sistema circolatorio arterioso, che porta ossigeno e sangue dal cuore ai tessuti, e di quello venoso, ma forse non abbastanza del sistema circolatorio linfatico il cui compito è quello di trasportare liquidi e proteine dagli spazi presenti tra le cellule che formano il nostro corpo al cuore. Il sistema circolatorio linfatico svolge anche un’importante funzione di difesa immunitaria contro aggressioni esterne (insetti, corpi estranei).

Cos’è l’edema linfatico ?

Semplifichiamo, possiamo dire che l’edema linfatico è il gonfiore cronico degli arti inferiori o superiori. Il gonfiore può essere più o meno importante in base alla gravità della condizione.
L’edema linfatico è causato da un’infiltrazione di liquidi e proteine sia a livello cutaneo che sottocutaneo, conseguenza di un’insufficienza linfatica. Una delle prime cause è dovuta ad un aumento di produzione della linfa da parte dell’organismo come in caso di interventi chirurgici, traumi  e trombosi venosa.

Il sistema circolatorio linfatico non riesce a drenare la linfa prodotta poiché in quantità superiori alle sue capacità di trasporto. Ci possono però essere altre cause quali l’alterazione dei condotti stessi, come in caso di malformazioni dalla nascita oppure paralisi della muscolatura dei condotti linfatici ma è può anche essere causato dalla mancata funzionalità dei meccanismi indiretti.

L’edema linfatico può anche causare la fibrosi, dovuta alla cattiva ossigenazione delle cellule. In primis, l’edema linfatico si presenta molle al tatto e alla palpazione, ma dopo quattro settimane la patologia si complica. L’edema si presenta duro alla palpazione e diventa ancora più grave per il trasporto della linfa.

Diagnosi dell’ edema linfatico

E’ il medico che deve dare una prima valutazione per poi procedere con la diagnosi. Sarà così prescritto al paziente un ecocardiogramma e delle indagini ematochimiche per valutare la funzionalità renale ed epatica, la quantità di cellule del sangue rispetto alla componente liquida di quest’ultimo, la quantità di proteine in esso contenuta. Si tratta di esami che servono ad escludere edemi di origine diversa (renale, cardiaca, discrasica …).

L’ecocolordoppler delle arterie e delle vene periferiche serve per eseguire uno screening dei sistemi circolatori arterioso e venoso. Alcuni linfedemi infatti sono sostenuti e peggiorati da trombosi venose profonde (flebedema) o fistole artero-venose (comunicazioni tra arterie e vene) che l’ecocolordoppler sicuramente metterà in evidenza. L’ecocolordoppler delle arterie e delle vene permette di indirizzare in maniera precisa, sul tipo di disturbo circolatorio e valutare l’eventuale concomitante presenza di più alterazioni circolatorie e scegliere così la migliore strategia terapeutica.

Edema linfatico e dieta da seguire

In questi casi la dieta corretta da seguire è quella di un regime dietetico ipocalorico, ipoproteico, iposodico, farmaci (diuretici, antibiotici ed antinfiammatori), corretta idratazione (2 litri di acqua al giorno), terapia elastocompressiva (“calze elastiche”), il movimento attivo e passivo degli arti e la massoterapia (massaggi “linfodrenanti”).

Edema linfatico – linfagite e cellulite

L’ edema linfatico può favorire il manifestarsi di infezioni cutanee, quali la “linfangite”, che si manifesta con febbre a volte anche molto elevata, dolore locale e arrossamento cutaneo, ma anche con altri sintomi: distribuito a chiazze, strisce, interessamento uniforme di tutta la cute dell’arto interessato, dall’aspetto “a colonna” o “a zampa di elefante”. In questi casi si interviene con la terapia antibiotica e con misure accurate di igiene cutanea.

Altra complicanza è l’ edema “lipoideo” chiamato genericamente “cellulite”: aumento delle cellule adipose con degenerazione ed alterazione e aumento degli spazi tra le cellule stesse, accumulo sempre maggiore di linfa. La terapia più adeguata in questi casi prevede un regime dietetico ipocalorico, presidi farmacologici locali e generali, terapia elastocompressiva ed il drenaggio linfatico manuale (massoterapia “linfodrenante”).

 

Redazione VediamociChiara

Tempo di lettura: 1’

Ultimo aggiornamento: 1 aosto 2019

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