Cuore, simbolo di vita

Il centro pulsante del nostro corpo, con il suo battito ritmico e deciso è da sempre il simbolo della vita. Fin dai primissimi segnali dal mondo intrauterino…

Secondo Aristotele è nel cuore che ha sede la memoria. La sede eletta dei sentimenti più nobili per poeti. Per i fisiologi è una pompa efficiente e instancabile. O quasi.

E sì, perché stili di vita scorretti, fumo alcol e alimentazione incongrua, possono mettere a dura prova coronarie e arterie. Che assicurano al cuore il nutrimento essenziale per il suo buon funzionamento. Le arterie così “mal-trattate” potrebbero portare ad una condizione patologica chiamata coronaropatia.

Non è solo un problema maschile

In Italia le malattie ischemiche del cuore, dovute cioè ad un insufficiente apporto di sangue ossigenato al muscolo cardiaco, rappresentano la prima causa di morte. Indipendentemente dal sesso; essendo responsabili, da sole, del 12 % del totale dei decessi annui (ISTAT, 2014).

Il cuore delle donne, dunque, non è meno vulnerabile di quello degli uomini, ma nell’opinione pubblica è ancora diffusa l’errata convinzione che le esponenti del gentil sesso siano più colpite dal tumore al seno che non dall’infarto, malattia considerata di pertinenza maschile. Niente di più falso, ISTAT docet!
Tuttavia, va tenuto conto dell’effetto protettivo svolto nelle donne dagli ormoni estrogeni, in grado di rallentare la formazione di placche aterosclerotiche. Per tale ragione le malattie ischemiche del cuore colpiscono le donne perlopiù nella fase della menopausa, quando lo scudo protettivo estrogenico non è più attivo.

Aterosclerosi. Di che si tratta?

Il miocardio (il muscolo cardiaco) necessita di un continuo e costante apporto di ossigeno per espletare la sua funzione di pompa, un’esigenza che può essere non soddisfatta, generando una conseguente cardiopatia ischemica, a causa della presenza di una malattia coronarica che comporti il restringimento parziale o totale del lume (la cavità) dell’arteria. Nella gran parte dei casi l’occlusione delle coronarie è dovuta all’aterosclerosi, una condizione caratterizzata dalla presenza lungo le pareti interne dei vasi arteriosi di placche, definite ateromi, formazioni fibro-lipidiche ad elevato contenuto di colesterolo. L’infiammazione delle pareti vascolari può condurre all’ulcerazione della parete stessa e alla formazione di trombi, che possono occludere totalmente e in modo improvviso l’arteria.

Riconoscere i sintomi

Le manifestazioni cliniche della malattia cardiaca ischemica comprendono:

  • l’angina pectoris – Significa “dolore al petto”. E’ il campanello di allarme di uno stato di temporanea sofferenza cardiaca, senza danni permanenti, dovuta a un insufficiente apporto di sangue al cuore. Scatenata di frequente da uno sforzo fisico o da stress emozionale, condizioni in cui la richiesta di ossigeno da parte del muscolo cardiaco è aumentata. Conoscere e imparare a riconoscere i sintomi dell’angina può aiutare a prevenire un infarto miocardico acuto: le donne, infatti, spesso sottovalutano la sintomatologia della cardiopatia ischemica dal momento che i sintomi sono piuttosto generici, di difficile interpretazione e alquanto diversi da quelli maschili. Le donne possono provare un profondo senso di stanchezza o angoscia, una sensazione di costrizione al centro del petto, con senso di nausea e talvolta vomito e un dolore che può interessare le mascelle, il collo, la spalla;
  • l’infarto del miocardio – E’ la necrosi di una porzione di tessuto miocardico dovuta alla prolungata interruzione dell’irrorazione sanguigna. Deneralmente causata dall’occlusione di origine aterosclerotica di una coronaria. A differenza dell’angina pectoris, nell’infarto il danno è permanente.


Fattori di rischio

Avere un “cuore grande” non basta a metterci al riparo dalle malattie cardiovascolari. Aldilà dei fattori predisponenti e immodificabili di tipo genetico o congenito, possono efficacemente essere prevenute e contrastate. Come? Agendo sui principali fattori di rischio derivanti da abitudini e stili di vita non corretti:

  • Alimentazione incongrua
  • Fumo
  • Sedentarietà
  • Stress

 

Questi fattori sono spesso all’origine di condizioni patologiche che aumentano la probabilità di incorrere in una cardiopatia di tipo ischemico. Ovvero:

  • Ipertensione: valori pressori superiori a 130/85 mmHg;
  • Alti livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue;
  • Iper-glicemia (glicemia a digiuno compresa superiore a 110 mg/dl) e diabete;
  • Obesità e sovrappeso: vanno tenuti d’occhio l’indice di massa corporea e la distribuzione del grasso addominale. La circonferenza vita dovrebbe mantenersi al di sotto di 102 cm negli uomini e nelle donne non oltre gli 88 cm.


Il Progetto Cuore: un punteggio misura il tuo rischio

La probabilità di essere colpiti da un evento fatale o non fatale coronarico o cerebrovascolare nei successivi 10 anni, viene definita attraverso un indicatore, il “rischio cardiovascolare assoluto”. Si tratta di una stima che tiene conto dell’interazione di otto fattori di rischio (età, sesso, abitudine al fumo, diabete, colesterolemia totale e colesterolo HDL, pressione sistolica, terapia antipertensiva) e che può essere calcolata su tutti gli individui di età compresa tra 35 e 69 anni, che non abbiano già avuto un evento cardiovascolare. Il calcolo può essere effettuato attraverso l’apposito tool messo a punto dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), nell’ambito del Progetto Cuore. Il punteggio finale che si ottiene, è l’indicatore del rischio individuale di incorrere in una malattia cardiovascolare, infarto o ictus.

Diagnosi

Tra le molte tecniche a disposizione del cardiologo per indagare la salute del cuore, l’elettrocardiogramma è sicuramente una delle metodiche più eseguite e più conosciute. Grazie agli elettrodi l’ECG registra l’attività elettrica del cuore e può essere associato ad un test da sforzo. Utile per capire come reagisca il cuore in condizioni di aumentata richiesta di ossigeno.
Per avere informazioni sulla morfologia del cuore, le valvole, la struttura e la contrazione del muscolo cardiaco, viene in aiuto dello specialista la tecnologia degli ultrasuoni. L’ecocardiogramma, un esame non invasivo, che permette anche di valutare il flusso di sangue all’interno del cuore (Ecocolor-Doppler).

E quando si sospetta un problema alle coronarie?

Nei casi in cui lo specialista ritenga necessario l’approfondimento dello studio delle arterie che nutrono il cuore, può essere prescritta un’indagine non invasiva, come la scintigrafia. Mediante la quale eventuali zone ischemiche del cuore vengono tracciate grazie all’uso di farmaci radioattivi. In casi selezionati il medico può decidere di ricorrere alla coronarografia, un esame invasivo che consente di visualizzare dall’interno lo stato di pervietà delle coronarie e all’occorrenza di intervenire, mediante angioplastica e applicazione di stent, per trattare l’occlusione del vaso coronarico.

Prendersi cura del cuore

Le frontiere della terapia genica nella protezione del sistema cardiovascolare e il ricorso alle cellule staminali per favorire la neovascolarizzazione e la rigenerazione miocardica non sono ancora accessibili. Anche se promettono bene. L’unica vera arma efficace nel contrastare le malattie ischemiche del cuore è la prevenzione!
Contenere gli effetti dei fattori di rischio, adottare uno stile di vita salutare e richiedere un consulto medico in caso di dolori o fastidi sospetti. Sono armi alla portata di tutti e di tutte le donne.

“Vestiti Usciamo”, sosteneva perentoriamente il titolo di un libro di Chiara Boni e Luigi Settembrini. E con lo stesso tono, tra invito galante e perentorio: via i tacchi alti, indossa un paio di scarpe da running e via alla sessione di benessere.

>>> Per un approfondimento: “Donne e cuore: attente alla menopausa” (Fondazione Umberto Veronesi)


Serenella Corvo

 

Fonti

  1. Le principali cause di morte in Italia (ISTAT, 03.12.2014);
  2. Mayo Clinic. Diseases and conditions: heart attack (mayoclinic.org);
  3. Progetto Cuore– epidemiologia e prevenzione delle malattie ischemiche del cuore (Not Ist Super Sanità 2013; 26 (2): 3-8).

Take Home Message
Le malattie cardiache sono nella gran parte dei casi forme ischemiche causate dall’aterosclerosi. Conoscere il rischio cardiaco individuale e prendere consapevolezza dei fattori di rischio, eliminandoli o riducendoli drasticamente può salvarti la vita.

Tempo di lettura: 1′ e 20”

Ultimo aggiornamento: 6 gennaio 2019

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1 commento

  1. Ho perso una zia per infarto qualche anno fa e da allora sono molto accorta a questo argomento. Penso che oggi ci siano tutti gli strumenti per difendersi da questo male e ma soprattutto mi sono resa conto che bisogna sempre stare attenti a quel che si mangia: io sarei sempre tentata di gratificarmi con il cibo…soprattutto i dolci, ma da qualche tempo sono più attenta.

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